Il Parma riparte dalla serie D, ma è scontro per il “Tardini”

28 Giugno 2015

PARMA. «Se non ci danno il Tardini non vuol dire che ci ritiriamo, ma che ci stanno costringendo a farlo». Dovevano spiegare le ragioni del proprio ritiro dalla proibitiva corsa per l’acquisto del...

PARMA. «Se non ci danno il Tardini non vuol dire che ci ritiriamo, ma che ci stanno costringendo a farlo». Dovevano spiegare le ragioni del proprio ritiro dalla proibitiva corsa per l’acquisto del Parma, evitando così il fallimento della società, presentare il programma e il progetto per la rinascita dalla Serie D. La conferenza di Giuseppe e Giovanni Corrado, tenutasi in una sala dell’Hotel Villa Ducale e durata per oltre due ore e mezza (presenti anche una cinquantina di tifosi), si è trasformata invece in un durissimo attacco all’amministrazione comunale e al sistema Parma. «Ieri ho avuto un incontro con l’assessore allo Sport Giovanni Marani - ha raccontato il figlio del manager di The Space Cinema - che mi ha detto che era in difficoltà e non voleva farmi perdere tempo, perché aveva ricevuto un veto da parte di altri membri del consiglio comunale sulla possibilità di concedere alla mia cordata lo Stadio Tardini». In pratica ci sarebbe già un accordo con la cordata di imprenditori locali (inclusi Barilla, Del Rio e Pizzarotti) con una parte legata a un azionariato popolare.