Il patron Esposito si dimette La squadra: accordi non rispettati

14 Marzo 2015

GIULIANOVA. Prima si dimette, poi litiga con la squadra, infine fissa una nuova scadenza nella trattativa con Enrico Massi. A Giulianova regna il caos. Il presidente Antonio Esposito abbandona la...

GIULIANOVA. Prima si dimette, poi litiga con la squadra, infine fissa una nuova scadenza nella trattativa con Enrico Massi. A Giulianova regna il caos. Il presidente Antonio Esposito abbandona la nave e, dopo un duro comunicato della squadra che accusa la società di non aver rispettato gli impegni economici, annuncia: «Da lunedì sospenderò ogni supporto economico per assicurare la prosecuzione della stagione sportiva. Il comunicato della squadra è offensivo e non veritiero».

I giocatori, dopo l’allenamento, avevano preso una posizione: «La società, ad oggi, non ha provveduto a onorare gli impegni economici assunti come tesserati, provvedendo solo a versare alcuni rimborsi. Molti di noi vengono da fuori e non riescono a garantirsi nemmeno l’acquisto di beni di prima necessità. In questi otto mesi abbiamo dimostrato impegno e attaccamento ai colori e, nonostante i continui inadempimenti societari, pretendiamo rispetto». Esposito s’infuria e risponde: «La società ha rispettato tutti gli impegni presi con i giocatori provvedendo dal mese di ottobre al saldo di tre mensilità e al saldo dei costi di gestione». Lo scontro tra il presidente dimissionario e la squadra prosegue su un altro caso: i giocatori annunciano che la società ha dato l’autorizzazione al capitano di trattenere l’incasso delle prossime partite casalinghe per far fronte alle spese giornaliere, ma Esposito comunica che «non ci è arrivata nessuna richiesta e, laddove ci pervenisse, provvederemmo a prendere una decisione che potrà riguardare solo la partita di domenica visto che le altre ricadranno sotto un’altra gestione societaria».

Veniamo alla trattativa con Massi. «La mia disponibilità alla cessione delle quote al Gruppo Ettorre rimane immutata», spiega Esposito, «ma tale accordo dovrà essere formalizzato entro e non oltre domani (oggi per chi legge, ndc), altrimenti da lunedì provvederò a dare inizio all’iter di restituzione delle quote alla vecchia proprietà. Non c’è più la mia disponibilità, invece, a rimanere all’interno della nuova compagine societaria che si andrà a creare per motivi di incompatibilità con i nuovi eventuali proprietari».

Giammarco Giardini

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