Il patto Plizzari-Pescara: insieme per tornare grandi

8 Settembre 2022

Al Milan sembrava un predestinato, ora spera nella stagione del rilancio 

PESCARA . Pescara trampolino di (ri)lancio per Alessandro Plizzari. Nel successo al debutto contro l’Avellino c’è anche la sua firma. Merito del nuovo portiere se una partita condotta con autorità dai biancazzurri per larghi tratti del match non si è chiusa con un pareggio che avrebbe avuto il sapore della beffa. Due difficili interventi nella parte conclusiva della gara hanno permesso al Delfino di fare festa e iniziare il campionato nel migliore dei modi. Il primo grazie a un riflesso straordinario sul diagonale dell’attaccante irpino Murano, il secondo sull’esterno offensivo biancoverde Kanoutè, che dopo aver saltato in dribbling due avversari si è accentrato e ha provato a sorprendere l’estremo difensore del Pescara calciando sul primo palo. Porta sbarrata di nuovo, tre punti in ghiaccio e la nuova avventura di Plizzari comincia con il sorriso.
La scommessa. Dopo le brillanti performance nelle giovanili del Milan, a 17 anni Plizzari si trasferisce alla Ternana (19 presenze in B), poi il ritorno in rossonero nel 2018-19 per ricoprire il ruolo di quarto portiere alle spalle di Gianluigi Donnarumma, Pepe Reina e Antonio Donnarumma. Nell’estate del 2019 passa al Livorno (21 presenze in B), infine, gli ultimi due campionati in cui il suo percorso di crescita subisce un brusco rallentamento. Nel torneo 2020-21 gioca nella Reggina collezionando appena 10 presenze alle spalle di Enrico Guarna, invece nel 2021-22 inizia la stagione facendo il terzo portiere al Milan dietro a Mike Maignan e Ciprian Tatarusanu e a gennaio si trasferisce al Lecce. In Salento trova poco spazio (solo 3 presenze), anche se alla fine festeggia la promozione in A dei giallorossi. Niente gloria personale, l’ascesa del giovane considerato un predestinato dagli addetti ai lavori si arresta improvvisamente. Ed ecco che Plizzari, la scorsa estate, decide di voltare pagina. «Volevo ricominciare e avere una chance per dimostrare il mio valore. Sono contento di essere qui e farò di tutto per ripagare la fiducia della società e dell’allenatore», così circa un mese fa, nella sua prima intervista da portiere del Pescara, il 22enne di Crema ha spiegato la scelta di scendere in serie C.
Il Milan e Berlusconi. Il Pescara lo ha ingaggiato a titolo definitivo facendogli firmare un contratto triennale. Dunque, Plizzari ha reciso il cordone ombelicale che lo legava al Milan, dove iniziò a giocare quando aveva appena 6 anni. Ai rossoneri andrà il 50% del ricavato della futura rivendita, intanto Alessandro dovrà camminare con le sue gambe per riguadagnarsi palcoscenici di prestigio. Una decisione coraggiosa, anche se al Milan sarà sempre riconoscente. Grazie al Diavolo è entrato negli almanacchi come il primo giocatore nato nel 2000 ad essere stato convocato in serie A (senza però esordire). E nel suo palmares, pur non giocando, c’è una Supercoppa italiana. «Ringrazio il Milan perché mi ha cresciuto», ha detto tempo fa, «ma ora ho deciso di rimettermi in gioco». Nel suo ultimo anno da presidente, Silvio Berlusconi parlò così di Plizzari. «Dietro Donnarumma abbiamo un altro portiere che mi dicono sia altrettanto bravo e di un anno più giovane rispetto a Gigio».
Il futuro. A soli 22 anni Alessandro ha tutto il tempo per ripartire e tornare ad essere protagonista. Basta girovagare, ora ha bisogno di stabilità. «Sono felice di fare parte di questo gruppo che ha tanta voglia di affermarsi. Pronostico sul campionato del Pescara? Preferisco non rispondere, sono scaramantico. Prometto solo il massimo impegno», il commento del portiere che prima di allontanarsi dai riflettori ha militato in tutte le Nazionali giovanili fino all’under 21. Il Pescara punta su di lui e lui ha puntato tutto sul Pescara: la convergenza d’intenti c’è, il resto si vedrà.
Giovanni Tontodonati
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