Il Pescara chiama i tifosi ma la risposta è tiepida

Pesano le delusioni degli ultimi due campionati: poca gente alla presentazione e, a sei giorni dalla chiusura delle vendite, le tessere acquistate sono 2.867
PESCARA. La bassa affluenza alla presentazione della squadra conferma che il processo di riavvicinamento tra il Pescara e la tifoseria non ha ancora raggiunto risultati apprezzabili. Impensabile aspettarsi una risposta diversa dopo le recenti delusioni. L’anno scorso la retrocessione dalla serie A e poi il 17° posto in B nel torneo scorso, dove i biancazzurri, partiti con l’ambizione di lottare per il vertice, hanno evitato i play out solo all’ultima giornata.
La speranza è che Bepi Pillon prosegua il buon lavoro iniziato poco meno di cinque mesi fa. Il tecnico veneto ha avuto un ottimo impatto con la città e i sostenitori biancazzurri hanno apprezzato le sue capacità. Chiaramente, per entrare definitivamente nel cuore della tifoseria dovrà ottenere risultati positivi giocando (possibilmente) un buon calcio.
Numeri eloquenti. Lo scollamento tra l’ambiente e la società è sotto gli occhi di tutti. Al centro sportivo Le Naiadi erano presenti circa quattrocento persone e numeri esigui si riscontrano anche nell’andamento della campagna abbonamenti. Ieri sera erano 2.867 le tessere vendute e i tifosi potranno acquistarle fino a mercoledì. Dati inequivocabili che mostrano quanta strada ci sia da fare per ristabilire il feeling con l’ambiente. Le forti delusioni degli ultimi due campionati hanno lasciato il segno. Dunque, lo stop alla vendita degli abbonamenti ci sarà tra sei giorni e, a questo punto, sarà impossibile eguagliare il numero raggiunto nella passata stagione (4.914). C’entra poco il lievissimo rincaro delle tariffe (tra il 5 e l’8 per cento), visto che i prezzi restano bassi per la serie B. Come detto, Bepi Pillon e i suoi ragazzi dovranno lavorare tanto per ricreare un rapporto di fiducia con una tifoseria che continua ad avere un brutto rapporto con il presidente Daniele Sebastiani.
Eppure, le proiezioni sui numeri degli abbonati non preoccupano la dirigenza, in particolare coloro che sono scaramantici. Nel recente passato, infatti, i migliori risultati sono arrivati quando l’entusiasmo iniziale era ai minimi termini e la squadra non aveva grandi velleità.
Il record negativo del 2011-12. Nell’estate di sette anni fa il Pescara era reduce da un campionato dignitoso con Eusebio Di Francesco. La squadra, neopromossa in B, chiuse al 13° posto e a fine torneo Di Francesco firmò per il Lecce. Al suo posto venne ingaggiato Zdenek Zeman, ma gli effetti sulla campagna abbonamenti furono miseri: 2.882, record negativo degli ultimi dieci anni. Tutti sanno come andò a finire. Il Pescara del boemo stracciò i rivali conquistando la promozione in serie A. Poche tessere vendute anche con Massimo Oddo nel campionato 2015-16 culminato con un altro salto di categoria. L’anno successivo, in A, la Delfino Pescara 1936 stabilì il record di vendite della sua storia con 8.483, ma i risultati sul campo furono molto deludenti...
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