Il Pescara colpisce alla fine: Galano e Busellato firmano l’impresa ad Ascoli

7 Ottobre 2019

Il cambio di modulo e il passaggio alla difesa a tre segnano la svolta Per la prima volta non prende gol e arriva il secondo blitz esterno

INVIATO AD ASCOLI. La notte del riscatto. Dopo 31 anni il Pescara torna a vincere al Del Duca. Prima di ieri l'ultimo colpo dei biancazzurri ad Ascoli risaliva a 31 anni fa, era il 6 novembre 1988. Da lì in poi solo sconfitte e pareggi, ma Luciano Zauri si sta dimostrando abile a distruggere le statistiche a sfavore del Delfino. Era successo a Cosenza e ieri sera grazie ai gol di Galano e Busellato (su rigore), il Pescara ha sfatato anche il tabù ascolano. Due fiammate nel finale, nel giro di pochi minuti, hanno consegnato al Delfino una vittoria pesantissima che scaccia la crisi che si era innescata dopo due sconfitte consecutive, in particolare quella casalinga contro il Crotone. Il Delfino visto ieri è sicuramente diverso tatticamente, ma anche nell’anima. Produce gioco, non segna e nemmeno subisce, ma quando sta per andare agli archivi il pareggio, ecco che due stoccate fanno andare in visibilio i 600 tifosi biancazzurri presenti allo stadio.
Zauri adotta la politica del buonsenso mettendo da parte il 4-3-3 che non pungeva e varando il più abbottonato 3-5-1-1. A sorpresa Drudi viene inserito al posto di Bettella nella linea difensiva con Campagnaro e Scognamiglio. Ciofani, come da previsioni alla vigilia, vince il ballottaggio con Zappa come esterno destro alto nei cinque di centrocampo. Dall’altra parte Masciangelo. Memushaj playmaker; Machin e Busellato mezze ali. Galano rifinitore alle spalle di Brunori. I bianconeri recuperano a tempo di record il bomber Scamacca, che viene subito piazzato in avanti con Da Cruz nel 4-3-1-2. Organizzato, compatto e, soprattutto, arrabbiato. Il Pescara parte forte e mostra subito un piglio diverso rispetto all’ultima disfatta contro il Crotone. Il Pescara gioca, fraseggia e prova sempre a tenere la linea alta. L’Ascoli indietreggia, studia, aspetta e prova a ripartire, cercando di innescare Scamacca e Da Cruz. Al Delfino il pallino del gioco almeno fino alla mezzora, ma senza mai trovare il varco giusto in avanti. Il primo squillo è di Machin, al 7’, con un bel destro che viene parato da Leali. La squadra di Zauri vuole provare a spingere e tenere ben salde le redini del gioco. Dopo qualche minuto, però, è tra i piedi del centravanti Brunori l’azione più ghiotta, ma l’italo-brasiliano è bravo a difendere palla, ma non vede Galano tutto solo in piena area di rigore. I biancazzurri dimostrano di avere una buona verve, ma è l’Ascoli che crea l’azione più pericolosa. Al 27’, da una punizione di Ninkovic è lesto Gerbo ad intercettare la sfera, Fiorillo si oppone e sulla respinta Scamacca colpisce il palo. Brividi per i 600 tifosi pescaresi stipati nel settore ospiti. L’Ascoli prende coraggio e sono soprattutto gli strappi di Da Cruz e Scamacca a creare scompiglio nelle retrovie. Drudi e Scognamiglio, per esempio, si beccano un cartellino giallo a testa per provare a fermare le folate delle due frecce bianconere. Memushaj e soci continuano a ragionare su come scardinare la difesa bianconera, ma il tandem Valentini-Gravillon appare molto lucido e concede pochissimo a Brunori che a volte è costretto a giocare spalle alla porta.
Nella ripresa, poi, l’Ascoli alza i giri con Ninkovic in agguato tra le linee ad innescare Da Cruz e Scamacca. La squadra di Zauri avverte nell’aria che i bianconeri con le loro individualità potrebbe castigarli da un momento all’altro. Nelle retrovie, però, l’eterno Campagnaro detta legge e mette la museruola a Scamacca. Lo 0-0 sembra ormai scritto, ma dopo un gol divorato da Brunori, all’81’, lo stesso attaccante biancazzurro, a tre minuti dal 90’, serve un assist al bacio per Cristian Galano, che brucia l’ex Gravillon e trafigge Leali. Pescara in festa, ma non è ancora finita perché Busellato in pieno recupero, al 93’, si guadagna un fallo (di Ferigra) in area di rigore, va sul dischetto e gonfia la rete per il 2-0 finale. Titoli di coda, il Pescara ama sfatare i tabù. Trentuno anni dopo, di nuovo sorrisi al Del Duca.
Arriva la seconda sosta del campionato, servirà per tirare il fiato e perfezionare alcuni meccanismi di gioco con la difesa a tre.
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