Il Pescara con i cerotti: Cristante è il jolly di Oddo

Sono 10 gli indisponibili al San Paolo, il mediano potrebbe arretrare in difesa
PESCARA. I tormenti di Massimo Oddo. Domani il Pescara sarà di scena a Napoli, ma incombe il rebus formazione. L’allenatore dei biancazzurri deve fare i conti con una lunghissima lista di infortunati, che lo hanno costretto a cambiare il piano di battaglia del San Paolo. Come ipotizzato giovedì pomeriggio, ieri sono arrivati i responsi degli esami strumentali: Vitturini e Campagnaro sono ko per la trasferta in Campania e torneranno a disposizione non prima di 15 giorni.
Il primo ha una lesione al retto femorale, mentre, il secondo, ha un problema al polpaccio. Dunque, la sfortuna continua a perseguitare il Delfino e Oddo dovrà ridisegnare la squadra anti-Napoli.
Calcolando anche la squalifica del terzino Biraghi e l’assenza certa di Brugman, per una sospetta ernia inguinale, gli indisponibili salgono a 10 con Zampano, Pepe, Bovo, Gyomber, Bahebeck e Zuparic. Quest’ultimo oggi tornerà ad allenarsi, ma non verrà convocato per la sfida del San Paolo, visto che non è in perfette condizioni fisiche ed è sul mercato, anche se è sfumato il suo passaggio al Kasimpasa. Si sta cercando di recuperare il difensore Michele Fornasier, che ieri ha lavorato a parte, ma a ritmi sostenuti.
Oddo, adesso, può percorrere due strade. Puntare sul 3-5-2, stravolgendolo in gran parte per quanto riguarda gli interpreti, o tornare al 4-3-2-1, anche se nella testa dell’allenatore c’è anche l’ipotesi di un 4-2-3-1, puntando sul baby Maloku nel ruolo di terzino destro.
Fino a ieri, però, l’idea del 3-5-2 era ancora viva, vivissima, e il tecnico pescarese alla fine potrebbe optare per questa soluzione. La prima ipotesi vedrebbe il mediano Cristante arretrato al centro della difesa con Coda e Stendardo.
A centrocampo Benali, Bruno e Memushaj. Verre e Crescenzi i due esterni, mentre in attacco l’unica certezza è rappresentata dalla coppia formata da Caprari e Gilardino.
La seconda opzione, invece, è quella che vedrebbe Crescenzi sulla linea di difesa insieme a Stendardo e Coda; Cristante, Bruno e Memushaj a centrocampo, con Benali e Verre esterni. Con questo sistema di gioco si farebbe più densità a centrocampo, ma bisognerà, soprattutto, limitare le giocate di Callejon, Mertens ed Insigne. La “banda bassotti” del Napoli è il pericolo principale che il Delfino dovrà fronteggiare. Occhi puntati su Alberto Gilardino. Il bomber di Biella è il colpo di mercato invernale e sono riposte in lui tutte le speranze di salvezza. Dopo sei mesi da dimenticare ad Empoli, Gila cerca gloria e gol.
Negli ultimi mesi ha giocato pochissimo, appena 593’ in 14 presenze e nessun gol realizzato. L’ultimo squillo del bomber, in campionato, risale al 15 maggio 2016, quando Gilardino vestiva la maglia del Palermo e realizzò un gol al Verona. Otto mesi d’astinenza possono bastare e l’ex attaccante di Milan e Fiorentina vuol fare suonare ancora il suo violino.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

