Il Pescara diventa mister X e la zona A si allontana

28 Febbraio 2016

Primo tempo regalato, poi la rimonta e il terzo pari nelle ultime quattro gare

PESCARA. Terzo pareggio nelle ultime quattro partite: il Pescara sta tirando il freno dopo la grande rincorsa. E in classifica sta pagando dazio: il Cagliari (+13) e il Crotone (+10) sembrano irraggiungibili, mentre alle spalle, un po’ alla volta, parte del vantaggio è stato dilapidato e il Cesena è a meno tre. Il Pescara sembra aver perso un po’ della consapevolezza nei propri mezzi: è meno lucido del solito e la manovra ne risente. Sembra ansioso e frenetico. Non più spensierato e sbarazzino. I problemi iniziano dalla difesa e si ripercuotono sugli altri reparti. Non è un caso che da quando Campagnaro è fuori i biancazzurri non hanno più vinto. Il pareggio di ieri fotografa una partita ricca di errori e di emozioni in cui il primo tempo è appannaggio dell’Ascoli e il secondo del Pescara. Ovviamente, c’è molta più sostanza nella ripresa giocata dai biancazzurri che nel primo dominato dai bianconeri. E se il Pescara avesse vinto non avrebbe rubato nulla. Basti pensare alle occasioni sciupate nel finale e alla traversa di Zampano. E a un secondo tempo giocato con il cuore e con il carattere, qualità che in questo periodo emergono più delle altre che hanno portato la squadra di Oddo al terzo posto. Gara ad alta tensione, chiusa con un’indegna gazzarra al triplice fischio dell’arbitro Pinzani, tra i peggiori in campo, assolutamente incapace di tenere in mano un incontro agonisticamente molto tirato.

Partita dai due volti, iniziata con un Pescara tremebondo al cospetto di un Ascoli schierato con il 5-3-1-1. Difesa e contropiede dei bianconeri contro un 4-3-2-1 incompiuto del Pescara. Che ha sbagliato soprattutto nelle retrovie. Tanti errori con l’Ascoli pimpante e pronto a passare all’incasso. Al 10’ è Jankto a sfruttare le esitazioni di Fiorillo (principale colpevole) e Coda e a monetizzare un assist di Di Marco. Il Pescara balbetta. Non riesce a sviluppare gioco e l’Ascoli fa un figurone. Oddo furibondo in panchina. La prima occasione da rete arriva da una punizione di Caprari, al 43’, con Mitrea che salva di testa sulla linea.

Ben altra partita nella ripresa. Il Pescara la comincia con un improbabile 3-3-4 con Coda fuori sostituito da Mitrita. Un azzardo, perché l’Ascoli ha le praterie davanti e Fiorillo salva al 4’ su Jankto e al 13’ su Almici. In mezzo, all’8’, c’è un rigore su Benali che Pinzani non vede. Nel frattempo, Oddo si ravvede e riequilibra la squadra mettendo Fornasier dentro in luogo di Pasquato. Il Pescara è indiavolato nella ripresa e nel giro di cinque minuti ribalta il risultato. Al 16’ Lapadula di testa segna sugli sviluppi di un angolo. E dopo cinque minuti il baby Cappelluzzo (entrato al posto di Caprari infortunato), complice la deviazione di Del Fabro, con una conclusione dalla distanza supera Lanni. Stadio in festa, tripudio biancazzurro. Che, però, dura appena tre minuti perché al 24’ Giorgi fa 2-2 con una bella conclusione dal limite di destra su respinta centrale di Fiorillo. Una doccia gelata sugli oltre ottomila dell’Adriatico-Cornacchia. La partita si innervosisce. Al 27’ Ascoli in dieci per l’espulsione di Milanovic, su segnalazione dell’assistente, per un presunto contatto con Lapadula a palla lontana. Ultimo quarto d’ora da assedio: tutti all’assalto del bunker ascolano. Che perde anche Giorgi, espulso per un fallaccio su Torreira. Il Pescara attacca a testa bassa, sfiora il vantaggio. Ma Lanni e la traversa che respinge la conclusione di Zampano dicono no. Non è tempo di tornare al successo (l’ultima volta il 30 gennaio scorso, 3-1 al Bari). Nervosismo alle stelle, volano colpi proibiti al triplice fischio di Pinzani. Intanto, Cagliari e Crotone hanno preso il volo. E ora l’imperativo diventa la difesa del terzo posto in classifica. Non c’è tempo di rifiatare: in attesa delle decisioni del giudice sportivo si comincia a pensare alla sfida casalinga di martedì sera contro il Trapani, che ha pareggiato in casa contro la Salernitana. L’imperativo sarà quello di rimettere in piedi Campagnaro, perché i successi partono dalle retrovie. E il Pescara ora ha bisogno delle certezze che solo l’argentino può dare.

@roccocoletti1

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