Il Pescara dura 45’, nella ripresa il crollo

Biancazzurri rimaneggiati nell’ultima gara giocata con il pubblico sugli spalti Resistono un tempo, poi l’autogol di Scognamiglio dà il via libera allo Spezia
Solo un tempo, poi il Pescara è crollato. Sfortunata, oltre che in emergenza la formazione di Nicola Legrottaglie, perché il muro eretto al Picco, nell’ultimo posticipo della 27ª giornata, è caduto per via di un’autorete, quella di Gennaro Scognamiglio che, all’inizio della ripresa, ha dato il là al ritorno al successo dello Spezia. Prevedibile, perché gli aquilotti erano reduci dalla sconfitta di Benevento condita da tante proteste contro l’arbitro dopo 13 risultati utili consecutivi. Erano molto motivati. I biancazzurri, invece, hanno speso tanto domenica sera contro l’Ascoli e si sono presentati in Liguria con dieci indisponibili, l’ultimo dei quali Bettella frenato dalla febbre poco prima di scendere in campo. Erano scarichi di energie psico-fisiche. Evanescenti. Arrendevoli dopo il 2-0. Forze squilibrate in campo tra chi, gli aquilotti di Italiano, ha cambiato sei elementi rispetto a sabato e chi, invece, è stato costretto a fare solo quattro modifiche all’undici iniziale tra mille problemi. Lo Spezia, poi, ha confermato quanto di buono sostiene la classifica (quarto posto a tre lunghezze dalla zona serie A), mettendo sotto il Pescara. Nel primo tempo, la pressione è stata gestita soffrendo sì, ma senza affanni anche grazie a Fiorillo che ha parato tutto quello che c’era da parare. Poi, la resistenza è venuta meno per un tocco improvvido di Scognamiglio nell’area piccola che ha messo Fiorillo fuori causa. Al di là dell’episodio, è stato debole l’approccio alla seconda frazione di gioco. Come se il Pescara si fosse consegnato all’avversario perché incapace di reggerne l’urto sul piano del gioco e della corsa. In effetti, lo Spezia ha giocato a tutto campo, sfruttando bene gli esterni e andando alla conclusione spesso con Giulio Maggiore con il quale Fiorillo ha ingaggiato un duello personale, neutralizzandogli diversi tiri. Il 2-0 al 16’ ad opera di Gyasi, al quarto gol di fila, a conclusione di una bella azione corale. Lo Spezia ha dimostrato di essere più forte e di avere maggiore qualità di un Pescara che ha faticato specialmente dalla cintola in su. Così come già evidenziato anche domenica contro l’Ascoli. Nemmeno una conclusione nello specchio della porta degna di menzione. Solo un pericolo per Scuffet nel primo tempo quando Galano, al 9’, ha calciato a lato su imbeccata di Palmiero. Poi, solo solletico per gli aquilotti, nonostante l’ingresso in campo di Bojinov sul 2-0. Il bulgaro ha fatto il suo esordio in maglia biancazzurra e si è segnalato per una conclusione al volo. Troppo poco per sperare di farla franca in uno stadio dove bisogna fronteggiare anche la spinta incessante del pubblico.
L’ultima prima delle porte chiuse. Oltre 5.200 spettatori, di cui una trentina di fede biancazzurra, sugli spalti del Picco incuranti dell’emergenza coronavirus e delle raccomandazioni del governo per limitarne la diffusione. È stato l’ultimo evento sportivo disputato con la presenza del pubblico dopo il decreto del governo che da oggi vieta, fino al 3 aprile, lo svolgimento delle manifestazioni aperte ai tifosi. All’inizio della gara, addirittura, in ottemperanza alle raccomandazioni contenute nel decreto del governo, i giocatori in campo hanno anche evitato di stringersi la mano per limitare il rischio di contagio.
Il futuro. Altra notturna all’orizzonte, altra trasferta per il Pescara, quella di domenica sera a Benevento. Altra sfida proibitiva almeno sulla carta contro la capolista battuta sì 4-0 all’andata, ma che sta dominando la serie B e non concede sconti a nessuno. Non ci saranno Palmiero e Drudi squalificati. Rientrerà Memushaj che ieri sera ha scontato il turno di stop imposto dal giudice sportivo. Legrottaglie spera di recuperare qualche elemento dalla infermeria. Di certo, non pensava di pagare così a caro prezzo il successo del derby tra infortuni e squalifiche.
Dopodiché, il Pescara tornerà a giocare in casa, sabato 14 marzo alle ore 15. Finalmente sotto la luce del sole.
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