Il Pescara dura mezzora la vittoria è una chimera

24 Settembre 2014

Solo un pari contro il Latina: vantaggio di Melchiorri, replica di Pettinari

PESCARA. Il tunnel della crisi comincia a intravedersi? Cinque partite giocate, tre punti, zero vittorie e penultimo posto in classifica. Basta snocciolare qualche numero per dare una risposta. Il Pescara ieri sera doveva tentare il riscatto, ma alla fine riesce a strappare solo un misero punticino. Il Latina, senza strafare, prende e porta a casa un buon pareggio. Incostante, distratto, a volte inconcludente. Il Delfino è uscito dall’Adriatico con poche certezze e tanti punti interrogativi. Per Baroni i problemi maggiori del Pescara erano da ricercare nella sfera psicologica. Rabbia, attenzione, furore. L’allenatore chiedeva questo ai suoi, che di certo non hanno tradotto in campo le indicazioni del tecnico fiorentino. Ennesima gara dai due volti, ma stavolta il Pescara è durato meno rispetto alle precedenti esibizioni. Nella prima mezzora è andato alla grande, poi il crollo, il pareggio e la noia totale. Solo un paio di guizzi nel finale hanno riscaldato il cuore dei 6.500 tifosi presenti ieri sera all’Adriatico. Troppo poco.

Marco Baroni conferma le anticipazioni della vigilia, mandando in campo in blocco l’undici di sabato scorso. Anche se fa un po’ rumore l’esclusione di Appelt per scelta tecnica. Nel primo tempo il Pescara parte forte. Probabilmente Baroni è riuscito a rivitalizzare il Delfino. I biancazzurri sono padroni del campo. Guana è abile a far girare palla, le incursioni di Bjarnason sono micidiali, ma è soprattutto Politano a sconquassare la difesa del Latina. Il Pescara macina gioco e prova in tutti modi a portarsi avanti. Ci riesce con Melchiorri, bravo a sfruttare un assist al bacio di Matteo Politano. Il Pescara cresce e domina. Bjarnason fa spaventare più di una volta la difesa nerazzurra, Politano fa quello che vuole sulla fascia lasciando le briciole a Rossi e Milani. Melchiorri sfiora il raddoppio, al 23’, grazie alla palla in profondità di Politano. Tutto bello, certo, ma dura poco. Il Pescara non pressa più e lascia campo al Latina. La difesa, non attentissima fino a quel momento, compie l’ennesimo pasticcio. Sforzini prende posizione (Pesoli molle in marcatura) fa da sponda a Pettinari che carica il tiro e fa esplodere i tifosi pontini presenti nel settore ospiti. Ecco, il Pescara finisce qui.

Dura poco più di 33 minuti e rischia anche di andare sotto e viene graziato dall’arbitro per un tocco in area di Grillo.

Di solito il Pescara, dopo l’intervallo, torna in campo con uno spirito completamente diverso. Questa volta, però, le urla di Baroni non sortiscono grandi effetti. Crimi e Pettinari provano a fare il colpaccio, ma il Delfino riesce ad evitare il peggio, anche se un colpo di testa di Guana nella porta sbagliata fa venire i brividi. Bjarnason prova a rompere gli equilibri, ma non riesce mai a trovare la stoccata vincente. Stessa cosa per Politano, calcolando che il Pescara gioca con un tridente spuntato vista “l’assenza” di Pasquato. Il gioco è molto orizzontale. Il Latina controlla e cerca in tutti i modi a non farsi male. Entra Caprari e un paio dei suoi cross potrebbero cambiare la partita. Specialmente il secondo, splendido, non sfruttato da Politano, nel finale, che cicca clamorosamente l’impatto con la sfera. Lui si dispera e anche il Pescara. Il tunnel della crisi si avvicina minacciosamente. A Catania, domenica (ore 18), l’ultima chiamata, in caso di sconfitta, sarà davvero crisi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA