Il Pescara gioca da big ma è tradito dalla difesa

8 Marzo 2015

Nella ripresa va due volte in vantaggio e viene raggiunto dal Vicenza al 90’

PESCARA. Questa volta il pareggio (il decimo stagionale) ha il sapore di una beffa per il Pescara: due volte in vantaggio e in altrettante occasioni raggiunto dal Vicenza dell’ex Pasquale Marino. Meglio, decisamente meglio i biancazzurri che però hanno fallito l’assalto alla quarta vittoria di fila. Restano in zona play off, al settimo posto al fianco dello Spezia, ma non accorciano sulla zona serie A (ora a otto lunghezze). Un peccato, perché il salto di qualità era nell’aria. Sarebbe stato meritato per quanto fatto vedere nella ripresa. Un’occasione persa per il Pescara che ha giocato meglio rispetto a martedì sera (2-1 al Crotone) senza però trovare il giusto premio nel risultato. Ha creato tante occasioni da rete, è andato vicino a schienare il Vicenza, terzo in classifica e giunto al nono risultato utile di fila. Non c’è riuscito per colpa di un paio di ingenuità difensive, entrambe sfruttate dai biancorossi che, pur senza brillare più di tanto, hanno fatto vedere che non si trovano lassù in graduatoria per caso. La prestazione della squadra di Baroni è stata attendista nel primo tempo e sbarazzina nella ripresa. Ha lasciato il pallino del gioco e agli avversari e ha scelto di sfruttare le ripartenze. Da una parte il 4-4-2 del Delfino, dall’altra il solito 4-3-3 di Marino. Nel primo tempo, più possesso palla del Vicenza, sterile, ma le occasioni da rete (nitide) sono state appannaggio di Melchiorri prima (al 15’) e di Sansovini dopo (al 39’).

Tutt’altra musica nella ripresa. Più vivace e emozionante. Il Pescara ha alzato il ritmo della partita e messo in difficoltà il Vicenza. Che, dapprima (al 4’), ha sfiorato la rete con un destro al volo spettacolare di Cocco, deviato in angolo da Fiorillo. E poi è crollato. Al 13’ ha fatto tutto Federico Melchiorri che è partito dalla destra, è entrato in area, si è accentrato, si è visto ribattere il primo tiro e poi, di sinistro, ha infilato Bremec (nel pre-partita ha preso il posto di Vigorito, infortunato). E’ stata la scintilla che ha infiammato la partita. Al 21’ il primo pareggio, sugli sviluppi di un angolo di Di Gennaro; palla corretta di testa da Cinelli, all’altezza del primo palo, e poi depositata in rete dal portiere biancazzuro Fiorillo. Un’ingenuità bella e buona agevolata dal vento. Sta di fatto che il Vicenza è tornato in partita con il minimo sforzo. Al Pescara va dato merito di aver cercato la vittoria con tutte le forze a disposizione. Ha reagito prendendo d’assalto la metà campo dei veneti. Al 23’, clamoroso l’errore di Sansovini, servito da Brugman, davanti al portiere: questa volta il “sindaco” (reduce da cinque gol nelle ultime cinque gare) ha tirato sul portiere. Che, al 31’, gli ha strozzato l’urlo del gol in gol: cross dalla sinistra di Rossi, colpo di testa di Sansovini e l’estremo difensore biancorosso si è superato deviando in angolo. La rete del 2-1 è matura e giunge al 36’ con Brugman, abile a inserirsi in area e a sfruttare un’incertezza della difesa avversaria. Il più sembra fatto e il pubblico dell’Adriatico-Cornacchia assapora la quarta vittoria consecutiva. Ma non ha fatto i conti con il bomber Andrea Cocco che, al 45’, gela lo stadio con un colpo di testa. Nell’occasione ai meriti dell’attaccante vanno abbinati i limiti di un pacchetto arretrato (vero Pucino?) che sta lasciando molto a desiderare. E’ vero che il Pescara ha il miglior attacco della serie B (51 reti), ma nelle retrovie è ancora alla ricerca dei giusti equilibri. Manca quel qualcosa, in termini di sicurezza, in grado di fargli compiere il tanto auspicato salto di qualità. Questione di uomini più che di meccanismi. Anche ieri era una squadra in emergenza, priva di diverse pedine.

Resta l’amarezza per la doppia rimonta subita, ma anche la consapevolezza di aver messo alle corde la formazione più in forma della cadetteria. E di potersi giocare fino in fondo le chance per i play off. All’orizzonte, c’è la trasferta sul campo della capolista Carpi, sabato.

@roccocoletti1

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