Il Pescara gioca ma sciupa troppo Sassuolo spietato

29 Agosto 2016

Gran primo tempo, ma decidono le incertezze di Gyomber e di Brugman. Inutile la rete di Manaj

Non basta un buon Pescara. Non basta un gran primo tempo, a tratti dominato. Il Sassuolo, almeno in trasferta, si conferma un tabù. Vincono i neroverdi, ma i biancazzurri escono a testa alta dal Mapei Stadium di Reggio Emilia. Confermano che in serie A non sono saliti per fare le comparse. Certo, non è la B e alcuni errori fanno la differenza. Quelli in difesa e quelli lì davanti. Anche nella seconda di campionato il reparto difensivo fa acqua. Evidente l’errore di Gyomber, al 38’, che fa girare Defrel in area; e il francese non perdona, il suo sinistro fulmina Bizzarri. Un peccato per il Pescara, visto che fino a quel momento aveva menato le danze e messo alle strette un Sassuolo reduce dalla qualificazione all’Europa League. Prende subito in mano le redini del gioco la squadra di Oddo. Tre occasioni nitide nei primi undici minuti: Consigli salva su Caprari (2’), Verre manca la porta da distanza ravvicinata (9’) e Caprari calcia di poco a lato in diagonale (11’). Ritmo, aggressività, organizzazione e buona tecnica: è il Pescara che la fa da padrone e il Sassuolo resta sulla difensiva, stringe i denti e resiste. Ma in serie A bisogna finalizzare. E il Pescara gioca bene senza però centrare la porta. La sensazione che manchi un Lapadula lì davanti è netta, corroborata dalla mole di gioco espressa dai biancazzurri. Imponente e meritevole di uno stoccatore nell’area avversaria. Gioca, ma non segna la formazione di Oddo che avrebbe meritato di chiudere in vantaggio il primo tempo. E, invece, è sotto. Nella ripresa l’azione del Pescara è meno brillante, ma la Oddo-band è comunque in partita. Non si fa prendere dall’ansia. Però, è un altro errore a compromettere la serata. Lo commette Brugman, uno dei migliori, in mezzo al campo. E i neroverdi, al 22’, passano all’incasso con un gran sinistro di Domenico Berardi (nel finale esce per un infortunio al ginocchio), alla settima rete in sei gare in questo avvio di stagione. Oddo passa al 4-2-4 con gli inserimenti di Mitrita e Manaj e proprio loro due confezionano la rete della speranza, al 36’. Il romeno ha un guizzo dei suoi: parte dalla sinistra, va in mezzo e mette l’albanese in condizione di toccare comodamente la palla in rete. Ultimi minuti di assalto biancazzurro, la curva ospiti canta ad alta voce per sostenere il Pescara, ma non è serata. Sì, perché l’occasione fallita da Rej Manaj un minuto dopo il 2-1 è clamorosa: solo a campo aperto verso il portiere si allunga la sfera e se la fa prendere da Consigli. E poi Zampano nel finale con l’estremo difensore emiliano a deviare la conclusione del terzino. Non è serata. E il derby abruzzese in panchina va a Eusebio Di Francesco che batte Massimo Oddo e a fine partita va ad applaudire i circa mille sostenitori pescaresi. Bella partita, il Sassuolo la vince con un briciolo di esperienza in più e resta in vetta alla classifica. Il Pescara lascia una bella immagine di sè, conferma le buone indicazioni della prima di campionato, ma questa volta esce dal campo con un carico di recriminazioni. Più che altro per gli errori propri. Resta il rammarico, enorme, di aver seminato tanto e raccolto il nulla, almeno in termini di risultato. La squadra è spregiudicata e sbarazzina, elegante e combattiva. Ma paga a caro prezzo alcune ingenuità individuali. E lì davanti manca sempre qualcosa sotto porta, magari l’esperienza e il cinismo di un centravanti di mestiere. Caprari falso nueve alla lunga non ha sortito gli effetti sperati. Da rivedere Manaj: un gol segnato e uno “mangiato”. Pochi spunti per Bahebeck.

Restano alcuni giorni di mercato per correggere delle imperfezioni. C’è la sosta alle porte, servirà per inserire nei meccanismi di gioco gli ultimi arrivati. E poi arriverà l’Inter all’Adriatico-Cornacchia.

@roccococoletti1

©RIPRODUZIONE RISERVATA