Il Pescara gioca male e continua a sgonfiarsi

A Brescia ancora errori in difesa: bocciate le novità tattiche di Oddo
La sensazione è che il Pescara si stia sgonfiando. Che sia in confusione e che abbia perso le certezze che avevano caratterizzato l’ottimo avvio di stagione. Appena un punto nelle ultime tre partite il misero bottino che ha fatto scendere i biancazzurri in classifica fino settimo posto (a pari punti, 25, con la Virtus Entella) proprio quando sembrava maturo l’assalto alla zona serie A.
Un’involuzione nei risultati, ma, soprattutto, nel gioco e nelle prestazioni. Si sono acuiti i limiti difensivi a scapito della brillantezza della manovra, non più incisiva. Di male in peggio: da Cesena a Brescia, passando per i regali fatti allo Spezia. Infruttuosi anche i correttivi tattici adottati da Massimo Oddo. Basti pensare al cambio di modulo, dal 4-3-1-2 al 4-1-4-1 proposto al Rigamonti: se aveva come obiettivo quello di proteggere meglio la difesa la decisione è stata clamorosamente bocciata dal campo. L’uno-due del Brescia tra il 33’ e il 35 del primo tempo è stato letale: le reti di Alexandre Geijo (ottava in campionato) e Luca Mazzitelli (prima in B) chiamano in causa anche le responsabilità dei biancazzurri. In primis, sull’1-0, quelle di Zuparic (recidivo) che si è fatto infilare dallo spagnolo nell’uno contro uno; per non parlare del raddoppio su cui hanno “dormito” la catena di destra e Mandragora.
Un altro passo indietro nella serata in cui ci si aspettava una reazione da parte della squadra. Che è in caduta libera. Le incertezze della difesa (Campagnaro dove sei?) hanno fatto perdere sicurezza al Pescara. Che ormai recita uno spartito conosciuto a memoria dagli avversari. Monotematico. E l’unico ancora capace di sorprendere è Gianluca Lapadula, il capocannoniere della serie B, pericoloso sia sullo 0-0 che sul 2-0 nel primo tempo. Nella ripresa Oddo ha inserito il 35enne Sansovini per Verre, passando al 4-3-3. Niente da fare. Alla reazione nervosa non ha fatto seguito un miglioramento della manovra. Praticamente impossibile perforare la difesa delle Rondinelle. Possesso palla biancazzurro – a differenza del primo tempo – ma raramente il Brescia ha tremato. Solo sugli sviluppi di un angolo, al 21’, Mandragora ha impegnato severamente (di testa) il portiere Minelli (imbattuto in casa da 417’). Al 23’ altro cambio tattico: fuori Mandragora ed entra Forte. Pescara con il 4-2-4, ma non basta inserire attaccanti per acciuffare il pareggio. Vittoria e sorpasso in classifica del Brescia. Che ha infilato il 14° risultato utile di fila al Rigamonti.
Tra i biancazzurri da salvare solo la reazione emotiva del secondo tempo e poco altro. Un’altra delusione. Magari la squadra sarà stata anche sopravvalutata nel momento di maggior fulgore, sta di fatto che l’involuzione è sotto gli occhi di tutti. E si è materializzata proprio nel momento in cui il calendario appariva come un alleato della formazione di Oddo. Che non trova particolare conforto nemmeno nell’inserimento delle cosiddette seconde linee, incapaci di cambiare il corso della partita.
Per non parlare dei principali colpi del mercato estivo – Campagnaro in difesa, Valoti in mezzo al campo e Cocco in attacco – ormai ai margini del progetto.
Oddo alla vigilia della trasferta del Rigamonti aveva detto: «Dobbiamo difendere meglio, tanto prima o poi il gol lo facciamo». Beh, il campo lo ha smentito. Il Pescara continua a subire e per la seconda trasferta di fila ha smarrito la via della rete.
Non c’è tempo per leccarsi le ferite: sabato (ore 15) si tornerà in campo, all’Adriatico-Cornacchia, contro la Virtus Entella che si presenterà all’appuntamento forte dei dodici risultati utili consecutivi. Non ci saranno vie di mezzo: crisi o rilancio. Dipenderà solo dai biancazzurri.
@roccocoletti1
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