Il Pescara in picchiata punito anche dalla sfortuna

27 Marzo 2016

Alla Ternana basta un tiro in porta: quinto ko di fila e fuori dalla zona play off

di Rocco Coletti

Crisi senza fine, il Pescara adesso è fuori dalla zona play off. Sì, perché la quinta sconfitta di fila ha estromesso i biancazzurri dalle prime otto che a fine campionato si contenderanno la terza promozione in serie A. Gli altri due ormai sono appannaggio di Cagliari e Crotone. Una discesa verticale che non si accenna ad arrestare: dalla zona promozione diretta fino al decimo posto in classifica. Dire che il passo falso di Terni è immeritato è sacrosanta verità, ma non lenisce l’amarezza per un crollo ingiustificabile in queste proporzioni. La Ternana ha vinto la seconda gara di fila grazie all’unico tiro in porta, quello di Massimiliano Busellato al 33’ della ripresa che in pratica sancisce la (virtuale) salvezza dei rossoverdi. Ha perso l’unica squadra, quella di Oddo, che ha cercato di giocare al calcio al cospetto degli avversari che hanno badato solo a difendere. E’ un periodaccio per il Pescara, gli sarebbe stato stretto anche lo 0-0, figurarsi l’ennesima sconfitta.

Appena tre punti nelle ultime nove partite. E questa volta non è bastato nemmeno il ritorno in campo di Hugo Campagnaro, perché il Delfino ha preso gol per la decima partita consecutiva. Biancazzurri sfortunati, certo, ma ormai hanno intrapreso una strada in picchiata. Sfortunati perché, anche senza diversi giocatori e senza brillare più di tanto, la squadra avrebbe meritato di muovere la classifica. Almeno due le palle gol create, una parte tempo. Nel primo, al 26’, tripla parata di Mazzoni sulle conclusioni di Torreira, Benali e Lapadula con il portiere di casa che ha strozzato in gola l’urlo del gol ai pescaresi. E poi, all’inizio della ripresa, quando sugli sviluppi di un angolo Lapadula di testa ha chiamato Mazzoni alla respinta a terra sulla linea di porta. Due lampi in una partita non accelsa, ma comunque giudiziosa. Il ritorno di Campagnaro (prima sconfitta con l’argentino in campo) ha portato maggiore solidità al pacchetto arretrato che è comunque capitolato al 33’ del secondo tempo, nell’unica occasione in cui Furlan, sulla sinistra, è sfuggito alla marcatura di Fornasier e ha rimesso in mezzo un pallone che poi Busellato ha trasformato in gol. Partita destinata allo 0-0 finale e decisa dall’unica vera occasione che la Ternana ha monetizzato al massimo. Certo, non è stato il miglior Pescara. Di certo non quello che ha dato spettacolo e conquistato vittorie in serie a cavallo tra la fine del 2015 e l’inizio del 2016. Ma certi limiti sembravano ben mascherati. Limiti sulle fasce, ad esempio, con i due terzini impossibilitati a spingere fino in fondo: Fornasier perché è un marcatore e non ha lo spunto nel Dna e Zampano perché a sinistra rende meno che a destra. Limiti in avanti dove Benali ha confermato di non attraversare un buon momento di forma e Cocco è pur sempre un oggetto misterioso.

E’ un Pescara che non sviluppa il gioco brillante di un tempo, è più compassato; si regge sulle spalle di Campagnaro in difesa, di Torreira in mezzo al campo e del solito Lapadula che pur avendo smarrito la via del gol resta il più pericoloso.

Ha preso una brutta china il Pescara, servirebbe una scintilla per rimettersi in carreggiata. Poteva accadere al Liberati ieri, magari si materializzerà sabato all’Adriatico-Cornacchia contro il fanalino di coda Como. Perché in questa fase del campionato prima occorre frenare l’emorragia di risultati e poi ritrovarsi sul piano del gioco. C’è il rischio concreto di buttare all’aria una stagione nata con ben altri auspici.

Fino a qualche mese fa ogni mossa di Massimo Oddo si trasformava in un tocco magico; adesso non gliene va bene una. Il passaggio alla difesa a tre, con l’ingresso di Mazzotta per Benali al 24’ della ripresa, non ha convinto nessuno. Men che meno la scelta di tenere Cocco in campo per 90’ e riservare appena una manciata di minuti ai vari Pasquato e Mitrita che hanno lo spunto nelle gambe, quello necessario per scardinare una retroguardia ben schierata da Breda. Un periodaccio per il Pescara e Oddo, dal paradiso all’inferno nella speranza che ci sia (anche) un ritorno.

@roccocoletti1

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