Il Pescara ko: Coppa Italia addio

3 Novembre 2022

Il Gubbio vince con un gol di Vazquez nel secondo tempo. E sugli spalti si rivede Galeone

PESCARA. Il Pescara delude sotto lo sguardo di Giovanni Galeone, presente in tribuna dopo tanto tempo. All’Adriatico il Gubbio vince 1-0 con la rete decisiva di Vazquez nella ripresa. Non deve essere piaciuto tanto a Galeone il Pescara. Il tecnico tanto amato dalla piazza è arrivato con l’ex ds Andrea Iaconi, tante strette di mano, tanti sorrisi ma nessuna dichiarazione. Solo un «non ho mai visto la squadra quest’anno», e la prima sugli spalti non deve aver fatto una bella impressione. Galeone è andato via prima della fine di sicuro con un pizzico di delusione. E il Pescara “2” versione Coppa Italia è stata la bruttissima copia della squadra ammirata in campionato. Una sorta di frizzantino da tavola quando sei abituato a sorseggiare champagne.
Pescara spento. Atteggiamento sbagliato e poche idee: il Gubbio passa al turno successivo (se la vedrà contro la vincente di Padova-Imolese) con il minimo sforzo e, se doveva arrivare un ceffone doloroso, meglio ieri che non in campionato. Colombo, come ampiamente previsto, nel suo 4-3-2-1 dà spazio a chi ha meno minutaggio: si rivedono i vari Sommariva, Saccani, De Marino, Delle Monache e Tupta. In attacco il riferimento centrale è Vergani, mentre Piero Braglia, nel suo 3-5-2, risparmia i titolari e si affida anche lui a chi gioca meno. Primo tempo al piccolo trotto o quasi e chi si aspetta i ritmi del Pescara versione campionato resta deluso. Il Gubbio si adegua e la prima frazione scivola via senza grandi emozioni.
Vergani in mostra. In una situazione di calma piatta qualche sussulto biancazzurro c’è. Vergani accelera, Francofonte lo stende da ultimo uomo ma per De Angeli è solo giallo. Sempre Vergani protagonista: prima si fa contrare la sua conclusione con il sinistro, ignorando Crescenzi tutto solo, poi sbaglia un tiro ma l’errore diventa un assist involontario per Delle Monache che il classe 2005 non concretizza. Anche se la Coppa Italia non regala gli stimoli del campionato, all’intervallo Colombo e Braglia hanno poco da sorridere e tante cose da dire, soprattutto a chi non sta sfruttando la chance concessa.
Secondo tempo fatale. Facile pensare a qualche confronto dai toni forti nello spogliatoio e nella ripresa è il Gubbio a provare a cambiare marcia. Colombo si gioca due gettoni pesanti: Desogus e Kolaj. E sembrerebbero essere scelte vincenti perché i due cambiano sostanzialmente il Pescara. L’ex Cagliari duetta con Tupta e imbecca Kolaj: conclusione secca e traversa centrata. Nel frattempo Braglia dimostra con i fatti che le dichiarazioni del suo presidente (poco interesse per la Coppa) non coincidono con la sua volontà perché in campo ci va Vazquez. Non uno qualunque, ma un bomber fatto partire a malincuore dal Catanzaro e che lo stesso Colombo avrebbe voluto a Pescara. E il neo entrato in ripartenza approfitta della stanchezza di Crescenzi, lo punta e si costruisce il tiro della vittoria. Sinistro basso che finisce elegantemente all’angolino basso. Con tanto di corsa verso la sua panchina e di festa con i compagni. Se alla vigilia le dichiarazioni dei biancazzurri erano bellicose e quelle del patron del Gubbio per certi versi rinunciatarie, il campo ha detto forse l’esatto opposto. Braglia inserisce Vazquez, Colombo, sotto di un gol, mette D’Aloia, Milani e Germinario. Con Lescano, Mora, Cuppone e Palmiero in panchina, se vuoi riacciuffare il risultato a tutti i costi, un tentativo lo fai con i più esperti ed allora la sensazione è che il Pescara avesse già programmato il minutaggio per tutti. Senza l’assillo del risultato che però doveva e voleva essere centrato. In archivio la Coppa, domenica sarà campionato. Arriverà la Gelbison che in trasferta ha subito solo due reti. Colombo riproporrà tutti i suoi titolari e se-virà un altro Pescara, quello che sorseggia champagne e che voleva ammirare ieri Galeone.
Enrico Giancarli
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