Il Pescara non decolla: Zeman ora corre ai ripari

Contro la Carrarese il boemo pronto a lanciare Di Pasquale e Franchini
PESCARA. Qual è il vero Pescara? Quello capace di strapazzare la Lucchese in casa sua, o quello sprecone e distratto sconfitto due volte nel giro di quattro giorni all'Adriatico e scivolato al quarto posto con 4 punti nelle ultime 5 partite? Se lo chiede, prima di chiunque altro, proprio Zdenek Zeman, che ieri è tornato sul campo per preparare la squadra alla prossima trasferta - domenica alle 14 allo stadio dei Marmi di Carrara - , ma anche per trovare correttivi ad una formazione che fin qui non è mai stata costante, e raramente è stata nella forma e nella sostanza quella pensata la scorsa estate sul mercato. Il boemo è ancora costretto a fare esperimenti e si trova in fase di rodaggio: la ricerca del vero Pescara per lui è un work in progress, mentre molte delle sue rivali ormai lavorano su certezze acquisite, per esperienza della rosa o per longevità del progetto tecnico. Esamo toscano. Contro la Carrarese il boemo proverà a darsi, e a dare, delle risposte agli interrogativi di questi giorni. Mancano - o si vedono solo a sprazzi - solidità, coesione e coralità. Quelle che hanno oggi squadre magari meno dotate a livello qualitativo, ma più rodate e abituate a giocare insieme, proprio come Torres e Recanatese, protagoniste dei clamorosi exploit all'Adriatico dei giorni scorsi. I biancazzurri devono acquisire in fretta queste caratteristiche, e per riuscirci possono affidarsi al lavoro giornaliero sul campo e, soprattutto, ai giocatori di maggior esperienza e personalità, capaci - all'occorrenza - anche di gestire situazioni delicate, andando magari fuori dallo spartito zemaniano in via del tutto straordinaria, per gestire situazioni complicate o blindare risultati.
Le novità. Contro la Carrarese, il tecnico dovrebbe affidarsi a due giocatori di spessore per la categoria, finora mai visti dal 1': Di Pasquale in difesa e Franchini a centrocampo. Il 27enne centrale di Sant'Omero ha giocato solo in Coppa Italia, ma con quasi duecento partite da professionista in curriculum potrebbe rivelarsi un innesto pesante nel sistema difensivo biancazzurro, che ad oggi fa acqua da tutte le parti, complice un periodo di evidente appannamento di Brosco.
Di Pasquale è il sostituto naturale di Mesik, essendo mancino, ma potrebbe anche avere una chance sul centrodestra al posto del capitano (considerando che lo slovacco calcia in modo naturale con il trasloco e potrebbe invertire la posizione con il collega). In settimana verrà valutato anche Pellacani, che avrebbe dovuto giocare contro la Recanatese, ma si è fermato per un problema fisico proprio prima della rifinitura, finendo in panchina per onor di firma domenica scorsa. Se l'ex Virtus Verona dovesse arrivare in una buona condizione alla fine della settimana, potrebbe anche strappare una maglia da titolare.
Cambia il centrocampo. Simone Franchini sarà l'altra new entry nella formazione iniziale di Carrara: la mezzala ex Padova ha messo minuti nelle gambe contro la Recanatese dopo un lungo stop per infortunio e due panchine di fila, ma ora ha bisogno di diventare – giocando – un pilastro di questa squadra. Per questa ragione il ds Delli Carri lo ha portato nel rush finale del mercato in Abruzzo, accettando anche il prestito secco dal Padova pur di metterlo a disposizione del suo allenatore. Il centrocampo ideale del Pescara oggi è Franchini-Squizzato-Tunjov.
Debutterà per la prima volta solo alla dodicesima giornata, con l'obiettivo di durare il più possibile e diventare una certezza per Zeman. Solo in 4 delle 11 giornate giocate, è sceso in campo lo stesso centrocampo (Tunjov-Squizzato-De Marco) nelle sfide contro Gubbio, Spal, Lucchese e Torres: anche questo ha contribuito a rallentare il processo di crescita.
A caccia di gol. Anche in attacco il tecnico è alla ricerca di un assetto definitivo: Tommasini, in gol alla prima da titolare, sembra l'indiziato a prendere il posto al centro del tridente d'ora in avanti. Serve un giocatore capace di finalizzare il più possibile il gioco della squadra, caratteristica che a Cuppone un po' manca, nonostante la forza fisica, l'atteggiamento e la generosità del salentino. Vergani ha perso terreno rispetto ai colleghi, anche se va detto che domenica scorsa non è stato preso in considerazione a causa di un problema fisico che lo aveva fermato negli ultimi allenamenti della settimana. Il 22enne di Segrate avrà una chance in Coppa Italia contro il Pineto: potrebbe essere l'ultima della stagione per l'ex Inter e Salernitana, destinato in caso di flop a finire sul mercato a gennaio per far posto ad un altro attaccante. Orlando D’Angelo
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