Il Pescara non sfonda: rischia grosso e ottiene un buon pari

La Cremonese mette in difficoltà i biancazzurri scesi al 3° posto Fiorillo è decisivo su Mogos e poi viene salvato dalla traversa
PESCARA. Il Pescara va in bianco e per la prima volta in campionato fa 0-0. Il Delfino strappa un punto davanti a 5.759 spettatori (record negativo in campionato) e perde una posizione in classifica scivolando dal secondo al terzo posto. Un buon pareggio per la squadra di Pillon, con la Cremonese che è andata vicinissima al gol nel finale di primo tempo e al 18’ della ripresa con una clamorosa traversa di Piccolo, mentre due sassate di Brugman e Memushaj hanno creato problemi a Ravaglia, rimasto però inoperoso per quasi tutto il secondo tempo.
I biancazzurri hanno pagato l’assenza di Mirko Antonucci, fermato alla vigilia da un guaio muscolare, che ha portato all’impiego di Machin nel tridente offensivo, a sinistra. Una scelta che non ha dato i frutti sperati, anzi, il Delfino nel primo tempo ha sofferto parecchio il “disordine” tattico del guineano, che, ieri, probabilmente ha giocato l’ultima partita all’Adriatico, visto che in settimana potrebbe essere ceduto al Genoa. Il Pescara, dunque, non riesce ad aprire il 2019 con una vittoria, nella sera in cui la curva Nord ricordava con una bella coreografia lo storico capo-tifoso Marco Mazza, meglio conosciuto come Bubù.
Pillon, come detto, lascia fuori Antonucci per infortunio, piazza Machin nel tridente offensivo e schiera Melegoni mezz’ala al posto del guineano. La mossa non convince, ma, forse, era anche l’unica, visto che Capone non è ancora al top della condizione. La Cremonese parte forte e dopo tre giri di lancette mette in apprensione la retroguardia biancazzurra con l’ex Soddimo e il pimpante Arini. I grigiorossi spingono tanto. Il regista Brugman viene spesso raddoppiato e il Pescara fatica nel fare ripartire l’azione. Cremonese pimpante, ma ci pensa Brugman al quarto d’ora a far scaldare Ravaglia con un tiro dalla distanza. Gli uomini di Rastelli continuano a spingere col Delfino che riparte in contropiede e con Memushaj, che prova a gonfiare la rete (21’). Marras si danna l’anima sulla fascia destra, mentre il fumoso Machin non si trova a suo agio nel tridente e spesso va ad ingolfare la manovra. Poco prima della mezzora i grigiorossi si placano e il Pescara cresce, ma al 41’ un grande intervento di Fiorillo evita il vantaggio di Mogos, bravo a deviare a rete di testa un calcio di punizione dell’ex lancianese Piccolo.
Nella ripresa Bepi Pillon cerca di scuotere i suoi, ma non ci riesce e dopo dieci minuti un brutto errore in fase di impostazione di Del Grosso innesca il contropiede della Cremonese con Piccolo che non inquadra la porta.
Melegoni torna in panchina, entra Capone e Machin va a fare la mezzala. La musica, però, non cambia. Anzi, è la Cremonese che va vicina al gol. Al 18’, Piccolo da calcio di punizione centra la traversa, pizzicando poi la linea di porta. Fiorillo si salva e il Pescara tira un sospiro di sollievo. Delfino poco brillante e pericoloso, non riesce a pungere gli avversari. Capone, non ancora al meglio, non trova il guizzo vincente e Mancuso è troppo solo.
Un cross basso di Memushaj, al 39’, meritava esito diverso, ma nessuno in area riesce a ottimizzare quel pallone che attraversa tutta l’area. L’ultimo episodio fa urlare di rabbia i biancazzurri: Arini (41’) dopo uno stacco di testa, colpisce il pallone con il braccio ma l’arbitro lascia correre. Pillon protesta, ma Guccini non fischia il rigore. Finisce dopo un lungo recupero. Perso il secondo posto, appannaggio del Brescia, sabato vittorioso a Perugia, domenica (ore 15) il Delfino andrà a Livorno per provare a piazzare il primo colpo del 2019.
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