Il Pescara non è all’altezza: termina la rincorsa alla B

A Salò i biancazzurri battuti dalla Feralpi che si qualifica ai quarti di finale
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FERALPISALÒ (4-3-1-2): Liverani 6; Bergonzi 6,5, Pisano 6,5, Bacchetti 6,5 (23’ st Legati 6), Corrado 6,5; Hergheligiu 6,5, Carraro 6,5, Balestrero 6 (29’ st Guidetti 6); Siligardi 7 (29’ st Spagnoli 6); Miracoli 6 (38’ st Damonte 6), Guerra 7 (23’ st Di Molfetta 6,5). A disp: Porro, Salines, Farabegoli, Corradi, Castorani, Khadim, Luppi. Allenatore: Vecchi.
PESCARA (4-3-2-1): Iacobucci 6; Zappella 6,5, Illanes 5, Ingrosso 5,5, Nzita 5.5 (20’ st Frascatore 6); Diambo 5,5, Memushaj 6 (13’ st Clemenza 6,5), Pontisso 7; Rauti 6 (13’ st Ferrari 5,5), D’Ursi 5,5 (20’ st Delle Monache 6); Cernigoi 6,5 (40’ st Blanuta sv). A disp: Sorrentino, Di Gennaro, Rasi, Cancellotti, Veroli, Chiarella, Ierardi. Allenatore: Zauri.
Arbitro: Acanfora di Castellammare di Stabia.
Reti: 6’ st Guerra, 14’ st Siligardi, 29’ st Clemenza.
Note: spettatori mille circa di cui quasi 200 da Pescara. Ammoniti Ingrosso, Balestrero, Cernigoi, Liverani, Diambo. Calci d’angolo 1-4.
SALÒ
Il solito Pescara che subisce gol a raffica esce dai play off e termina una stagione deludente e insufficiente ammirando le bellezze del lago di Garda e di una Feralpisalò che ha meritato il passaggio del turno. Finisce 2-1 per la squadra di Vecchi, eppure la partita non si stava mettendo male per i biancazzurri perché lo 0-0 all’intervallo era quello che voleva il tecnico Zauri. Nella ripresa, però, sono tornati d’attualità gli orrori in fase di non possesso e ogni speranza si è spenta con i 200 tifosi presenti al Turina infuriati. Terzo fallimento sportivo consecutivo del Pescara certificato da numeri imbarazzanti in fase difensiva (solo nei play off 9 gol subiti in 4 partite), la guida tecnica di Zauri ha riacceso qualche entusiasmo, ma non ha cancellato i difetti strutturali di un organico inadeguato per puntare in alto. Le prestazioni di Modena o contro il Cesena sono rimaste delle favolette raccontante in un mare in tempesta ed è già il momento di riavvolgere il nastro e di programmare il futuro. Con Sebastiani? La volontà del Presidente è quella di cedere e in questi giorni qualcosa si dovrebbe concretizzare, ma se non dovessero esserci sviluppi è giusto che si inizi a programmare un futuro in grado di riportare Pescara in serie B.
La partita. Zauri rilancia Iacobucci tra i pali, al posto di Sorrentino, e in attacco preferisce Rauti a Clemenza nel tridente composto dal rientrante D’Ursi e da Cernigoi. In mediana, senza De Risio e Pompetti squalificati, scelte obbligate con Memushaj, Pontisso e Diambo. La Feralpi prova a fare subito la voce grossa, ma deve sempre ringraziare un Diambo che sonnecchia e perde palloni. Siligardi prova a punire Iacobucci, ma la traversa è alleata dei biancazzurri (19’). Ti aspetti una Feralpisalò bella e propositiva come all’Adriatico e, invece, cresce il Pescara. Zauri inverte le posizioni di Diambo e Pontisso (uno su cui puntare per il futuro), e che rabbia al 41’ quando Nzita manda con i tempi giusti Cernigoi solo in area. Il destro è perfetto (o quasi), ma il palo salva Liverani. Un po’ di paura dovrà pure averla la Feralpi che va all’intervallo sullo 0-0, qualcuno direbbe. E, invece, la ripresa è un tourbillon di emozioni a tinte verdi e blu perché in pochi minuti il discorso qualificazione si chiude. Miracoli prende le spalle a Ilanes e crossa in area dove c’è Siligardi che esalta Iacobucci prima del tap-in vincente di Guerra (7’). Poi, il solito orrore difensivo con Nzita che sbaglia e regala il pallone alla Feralpi che con Siligardi trova il 2-0 (13’). Tutto finito, o quasi perché la pennellata di Clemenza su punizione al 28’ prova a dare speranze, ma certe illusioni si concretizzano solo se sei il Real Madrid e di fronte hai il City. E al triplice fischio i tifosi biancazzurri non hanno preso bene la prestazione della squadra. Cala il sipario su una stagione meno che mediocre, con la speranza che il futuro disegni qualcosa di bello per i colori biancazzurri.
Enrico Giancarli
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FERALPISALÒ (4-3-1-2): Liverani 6; Bergonzi 6,5, Pisano 6,5, Bacchetti 6,5 (23’ st Legati 6), Corrado 6,5; Hergheligiu 6,5, Carraro 6,5, Balestrero 6 (29’ st Guidetti 6); Siligardi 7 (29’ st Spagnoli 6); Miracoli 6 (38’ st Damonte 6), Guerra 7 (23’ st Di Molfetta 6,5). A disp: Porro, Salines, Farabegoli, Corradi, Castorani, Khadim, Luppi. Allenatore: Vecchi.
PESCARA (4-3-2-1): Iacobucci 6; Zappella 6,5, Illanes 5, Ingrosso 5,5, Nzita 5.5 (20’ st Frascatore 6); Diambo 5,5, Memushaj 6 (13’ st Clemenza 6,5), Pontisso 7; Rauti 6 (13’ st Ferrari 5,5), D’Ursi 5,5 (20’ st Delle Monache 6); Cernigoi 6,5 (40’ st Blanuta sv). A disp: Sorrentino, Di Gennaro, Rasi, Cancellotti, Veroli, Chiarella, Ierardi. Allenatore: Zauri.
Arbitro: Acanfora di Castellammare di Stabia.
Reti: 6’ st Guerra, 14’ st Siligardi, 29’ st Clemenza.
Note: spettatori mille circa di cui quasi 200 da Pescara. Ammoniti Ingrosso, Balestrero, Cernigoi, Liverani, Diambo. Calci d’angolo 1-4.
SALÒ
Il solito Pescara che subisce gol a raffica esce dai play off e termina una stagione deludente e insufficiente ammirando le bellezze del lago di Garda e di una Feralpisalò che ha meritato il passaggio del turno. Finisce 2-1 per la squadra di Vecchi, eppure la partita non si stava mettendo male per i biancazzurri perché lo 0-0 all’intervallo era quello che voleva il tecnico Zauri. Nella ripresa, però, sono tornati d’attualità gli orrori in fase di non possesso e ogni speranza si è spenta con i 200 tifosi presenti al Turina infuriati. Terzo fallimento sportivo consecutivo del Pescara certificato da numeri imbarazzanti in fase difensiva (solo nei play off 9 gol subiti in 4 partite), la guida tecnica di Zauri ha riacceso qualche entusiasmo, ma non ha cancellato i difetti strutturali di un organico inadeguato per puntare in alto. Le prestazioni di Modena o contro il Cesena sono rimaste delle favolette raccontante in un mare in tempesta ed è già il momento di riavvolgere il nastro e di programmare il futuro. Con Sebastiani? La volontà del Presidente è quella di cedere e in questi giorni qualcosa si dovrebbe concretizzare, ma se non dovessero esserci sviluppi è giusto che si inizi a programmare un futuro in grado di riportare Pescara in serie B.
La partita. Zauri rilancia Iacobucci tra i pali, al posto di Sorrentino, e in attacco preferisce Rauti a Clemenza nel tridente composto dal rientrante D’Ursi e da Cernigoi. In mediana, senza De Risio e Pompetti squalificati, scelte obbligate con Memushaj, Pontisso e Diambo. La Feralpi prova a fare subito la voce grossa, ma deve sempre ringraziare un Diambo che sonnecchia e perde palloni. Siligardi prova a punire Iacobucci, ma la traversa è alleata dei biancazzurri (19’). Ti aspetti una Feralpisalò bella e propositiva come all’Adriatico e, invece, cresce il Pescara. Zauri inverte le posizioni di Diambo e Pontisso (uno su cui puntare per il futuro), e che rabbia al 41’ quando Nzita manda con i tempi giusti Cernigoi solo in area. Il destro è perfetto (o quasi), ma il palo salva Liverani. Un po’ di paura dovrà pure averla la Feralpi che va all’intervallo sullo 0-0, qualcuno direbbe. E, invece, la ripresa è un tourbillon di emozioni a tinte verdi e blu perché in pochi minuti il discorso qualificazione si chiude. Miracoli prende le spalle a Ilanes e crossa in area dove c’è Siligardi che esalta Iacobucci prima del tap-in vincente di Guerra (7’). Poi, il solito orrore difensivo con Nzita che sbaglia e regala il pallone alla Feralpi che con Siligardi trova il 2-0 (13’). Tutto finito, o quasi perché la pennellata di Clemenza su punizione al 28’ prova a dare speranze, ma certe illusioni si concretizzano solo se sei il Real Madrid e di fronte hai il City. E al triplice fischio i tifosi biancazzurri non hanno preso bene la prestazione della squadra. Cala il sipario su una stagione meno che mediocre, con la speranza che il futuro disegni qualcosa di bello per i colori biancazzurri.
Enrico Giancarli

