Il Pescara ora punta in alto Ecco la cooperativa del gol

27 Settembre 2022

In cinque gare a segno sei giocatori diversi e la difesa è sempre più di ferro

PESCARA . Ambiente in fibrillazione ed entusiasmo alle stelle. Grazie al 4-0 rifilato al Foggia il Pescara si è portato a un solo punto dalla vetta e, soprattutto, ha definitivamente riconquistato i propri tifosi. Ora l’obiettivo è riprendersi l’Adriatico dopo la sconfitta nell'ultimo match in casa con il Crotone. Una battuta d'arresto che ha messo fine alla lunga imbattibilità interna dei biancazzurri durata quasi un anno. Prima dello stop contro i calabresi, l’ultimo ko Il 19 ottobre 2021 (1-2 con il Modena). Da quel giorno il Delfino in casa aveva collezionato 17 risultati utili di fila (8 successi e 9 pareggi).
La carica dei tifosi. Passata la sbornia di Foggia, sabato (ore 17,30) con il Monterosi bisogna fare di nuovo bottino pieno per restare agganciati al primo posto. Al debutto contro l’Avellino all’Adriatico c’erano 4.313 spettatori, con il Crotone 4.248 (la gara si è giocata di mercoledì), ora si spera di superare quota 5.000 presenze.
Difesa di ferro e attacco super. Solidità e compattezza in fase di non possesso, ma anche progressi evidenti in quella offensiva. Al primo punto del progetto tattico di Alberto Colombo c’era l’organizzazione difensiva. Missione compiuta, in cinque gare appena due reti incassate, una su rigore a Latina e una su calcio di punizione (deviato) del crotonese Chiricò. Nessuno finora è riuscito a violare la porta difesa da Plizzari al termine di un’azione manovrata. Negli ultimi 50 anni solo il Pescara di Angelillo ha preso meno gol (1 nel 1978-79) di quello di Colombo.
Dopo aver messo a punto la fase difensiva, come dichiarato dal tecnico alla vigilia del match di Foggia, bisognava migliorare le trame offensive. E la squadra lo ha subito accontentato segnando 4 reti e creando numerose occasioni.
Cooperativa del gol. In 5 gare sono ben 6 i biancazzurri che hanno già trovato la via della rete. Lescano, Cuppone, Mora, Kraja, Milani e Vergani. Un dato provvisorio che però testimonia in parte l’efficacia del collettivo. Tutti sono coinvolti nel progetto, i giovani si esaltano grazie alla guida dei più esperti, Luca Mora in primis, e il Delfino ha trovato in poco tempo una precisa identità. Per sognare la B bisognerà conservarla e continuare a crescere. «Piedi per terra e lavorare», ripete spesso l’allenatore.
Crescenzi firma. L’inserimento è stato rapido, la condizione fisica è in netto miglioramento e la firma arriverà entro un paio di giorni. Alessandro Crescenzi ha convinto lo staff tecnico e a breve verrà tesserato. Un gradito ritorno del terzino che arrivò in riva all’Adriatico nell’estate del 2012, quando il ds era proprio Daniele Delli Carri. A gennaio 2013 venne ceduto al Novara, ma nel 2015 tornò in biancazzurro per tre stagioni, poi il trasferimento al Verona. La settimana scorsa, dopo il grave infortunio di Filippo Pellacani, Delli Carri lo ha richiamato e Crescenzi, legatissimo a Pescara, ha dato subito la disponibilità.
Oggi la ripresa. Per la partita con il Monterosi in forte dubbio Cuppone, uscito dal campo nel secondo tempo della gara di Foggia con un trauma cranico e otto punti di sutura sulla fronte. Oggi l’attaccante salentino proverà ad allenarsi evitando contatti e partitelle, giovedì sarà valutato dai medici. In caso di forfait al suo posto dovrebbe giocare Kolaj.
Donne biancazzurre in festa. Una storia d’amore lunga 45 anni, domani sera in un ristorante di Pescara grande festa del Club Donne Biancazzurre presieduto da Nella Grossi. Tra gli invitati Alberto Colombo, alcuni giocatori e dirigenti, rappresentanti di altre tifoserie. «Dal quell’estate del 1977 nulla è cambiato», afferma con orgoglio Nella Grossi. «Con la stessa dedizione sosteniamo la nostra squadra del cuore, siamo un club longevo che non ha mai vissuto crisi e si rinnova attraverso una passione trasmessa da madre a figlia, da nonna a nipote».
Giovanni Tontodonati
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