Il Pescara piace e diverte, ma serve concretezza

Lapadula e Caprari hanno convinto, adesso c’è bisogno dei gol di Cocco
PESCARA. La sindrome del gol. Brilla, diverte e coinvolge. Il Pescara è questo, ma la squadra biancazzurra ha anche una faccia triste. Sprigiona gioco, ma non produce punti rispetto a quello che fa vedere. Nelle ultime due gare il Delfino avrebbe meritato qualcosa in più. A Bari, a parte due ripartenze concesse ai biancorossi, è stata la squadra di Oddo a catalizzare l’attenzione dei 20mila del San Nicola. Martedì sera, con la Salernitana, è successa la stessa cosa. Primo tempo giocato a ritmi altissimi dai biancazzurri, almeno 3-4 occasioni limpide da gol, ma alla fine è mancato il guizzo vincente lasciando alla Salernitana le chiavi del pareggio e addirittura per un soffio il colpo del ko.
I biancazzurri giocano sempre palla a terra, reparti stretti, ottimi fraseggi, inserimenti chirurgici dei centrocampisti e tanta esplosività in attacco. Quest’ultimo aspetto, però, coinvolge in questo momento solo un paio di elementi del reparto offensivo.
Anche quando ha gamba, estro ed imprevedibilità, come è capitato nelle ultime due, al Pescara manca magia e poca incisività in attacco. Anche alcuni dati vanno ad avvalorare questa analisi. Con la Salernitana, per esempio, i biancazzurri hanno avuto il 58% delle azioni d’attacco, il 54% del possesso palla, 615 palle giocate e ben 5 tiri nello specchio della porta. Buona la percentuale “densità attacco” con il 32% contro il 25% dei campani, che hanno invece un 38% nelle retrovie (il Delfino è fermo al 29%).
Il Pescara ha sfruttato poco il corridoio centrale, affidandosi più alle fasce. Numeri simili saltano fuori anche dalla gara di Bari, finita 0-0. Il 53% di possesso palla, 6 tiri nello specchio della porta, 604 palle giocate e soprattutto il 55.9% delle azioni d’attacco. Anche al San Nicola la “densità attacco” è stata importante (35%, il Bari fermo a 28). Dunque, questo Pescara piace e diverte, ma non riesce a raccogliere quello che meriterebbe. Lapadula e Caprari sono le note positive, Cocco quella dolente. Si fa sentire l’assenza dell’infortunato Marco Sansovini, visto che il “sindaco” quando può la butta sempre dentro.
Siamo solo alla quarta di campionato, certo, ma è meglio metterci riparo prima di sprofondare in qualche pericoloso buco nero. G & G, la coppia dei Gianluca, Caprari e Lapadula, finora ha fatto vedere ottime cose. All’ex Teramo manca solo il gol, ma è solo una questione di tempo e fortuna, visto che in tre partite ha creato quasi una decina di palle-gol. Il numero 10 biancazzurro è la vera sorpresa di questo inizio di stagione.
Poi c’è Caprari, che sembra completamente trasformato dalla cura del dottor Massimo Oddo. Sfrontato e finalmente convinto dei propri mezzi. L’ex romanista ha trovato il gol con il Perugia e ci è andato vicino con Bari e Salernitana. Anzi, contro i campani gli è stato annullato un gol regolare.
Loro due funzionano, Andrea Cocco non ancora. L’ex attaccante del Vicenza è il grande colpo di mercato. Pagato 700mila euro, il 29enne di Alghero è ancora avulso dal gioco di Oddo. La precaria preparazione estiva sicuramente ha influito, come l’infortunio al braccio. L’attaccante è la brutta copia rispetto alla passata stagione. Al Pescara servono i suoi gol. Tre partite come rodaggio possono anche bastare. Con il Bari aveva strappato la sufficienza, martedì ha fatto qualcosina nei primi minuti, poi si è spento lentamente fino al cambio. Per Oddo, come giusto che sia per ogni allenatore, il suo bomber ha fatto una grande partita, ha creato spazi e mandato dentro i compagni. Ma da lui i tifosi si aspettano i gol, che sicuramente arriveranno. Magari sabato, contro il Vicenza, la sua vecchia squadra. Uno scherzetto niente male all’ex Pasquale Marino.
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