Il Pescara punta la vetta, ora il turbo all’Adriatico

10 Ottobre 2022

Delfino senza freni in trasferta, ma nelle gare interne deve cambiare marcia

PESCARA. Il Pescara formato trasferta vince, convince e lascia le briciole agli avversari. O se volete neanche quelle perché i 12 punti in palio Lescano e compagni li hanno riportati tutti a casa con il terzo posto in classifica, che è stato costruito lontano dal’Adriatico. Ora serve il cambio di marcia in casa se si vuol puntare in alto e se si vuole restare in scia al tandem Catanzaro-Crotone che guida la classifica. Una sola vittoria all’Adriatico (contro l’Avellino 1-0), un pareggio (2-2 contro il Monterosi) e una sconfitta (0-1 contro il Crotone). Il calendario aiuta perché sabato arriverà l’Andria, fanalino di coda del campionato e reduce da un pesante 4-0 subito in casa dal Catanzaro.
I numeri. La differenza tra il Pescara formato trasferta e il Pescara all’Adriatico è certificato dalla casella dei gol segnati. Tre in altrettante gare in casa, ben 10 in quattro trasferte lontano dal’Abruzzo. C’è di più: il Pescara fuori casa ha fatto meglio sia del Crotone che del Catanzaro con le due calabresi fermate rispettivamente a Potenza (1-1) e a Cerignola (2-2). Il Pescara “dottor Jekyll e mister Hide” è solo una casualità oppure è legato ad un’espressione tattica che valorizza le doti di attesa e ripartenza fuori casa? È ancora presto per dirlo ma i biancazzurri all’Adriatico hanno affrontato un Crotone aiutato dagli episodi (leggi autogol) e un Monterosi che ha sfruttato al massimo la superiorità numerica. Già sabato è attesa la prova del nove contro la Fidelis Andria (torna a disposizione Gyabuaa dopo la squalifica) per riprendere il cammino anche allo stadio Adriatico e certificare che la lotta per la promozione diretta è riservata a tre squadre e non solo al tandem Crotone-Catanzaro.
Caccia alla vetta. A proposito di Catanzaro: il tecnico dei calabresi Vincenzo Vivarini (abruzzese di Ari) nella conferenza stampa di venerdì scorso aveva indicato Pescara e Crotone come squadre più forti del campionato, provando a scrollarsi di dosso quelle responsabilità e quelle pressioni che il presidente biancazzurro Sebastiani e l’allenatore Colombo gli hanno subito restituito con il sorriso. «Il Catanzaro è uno squadrone e Vivarini ha molte pressioni da gestire», ha detto Sebastiani, «ma non credo proprio che siano inferiori a noi. Anzi, ad una squadra già forte e collaudata hanno aggiunto giocatori di spessore».
Il blitz lucano. Al Viviani di Potenza l’atteggiamento tattico dell’11 di Alberto Colombo è stato più che positivo: attenzione difensiva e ripartenze negli ampi spazi lasciati dai padroni di casa. Unica pecca la troppa sofferenza dopo il gol dell’1-0 e nei minuti finali sul punteggio di 2-1. Se da un lato ci sta che la squadra di casa provi a mettere pressione, dall’altro il demerito del Pescara è stato quello di non aver chiuso la gara con tante palle gol sciupate. Desogus, classe 2002, fa delle giocate che anche in B strapperebbero applausi ma deve imparare ad essere più concreto. Idem Cuppone che è sempre inarrestabile, ma che ha la tendenza a sciupare troppo quando corre palla al piede.
Il muro difensivo. Brosco e Boben, ovvero la sicurezza fatta in persona. I due difensori sono garanzia assoluta e per vie centrali tutti gli avversari fanno fatica. I gol subiti? Con l’eccezione della seconda rete del Monterosi, sono tutti arrivati su palla inattiva o sugli sviluppi.
Bomber pizzaiolo. Facundo Lescano a Potenza ha firmato la sua miglior prestazione in maglia biancazzurra. Un gol e due assist: cosa chiedere di più? Una… pizza. O se volete 40. Perché il bomber che conosce bene Potenza per averci giocato, sabato a fine partita sapeva chi chiamare. Una telefonata in una pizzeria del posto e sono arrivate subito 40 pizze per compagni e staff, come cena consumata durante il viaggio di ritorno.
Enrico Giancarli