Il Pescara sbaglia troppo e arriva un’altra sconfitta

24 Dicembre 2022

L’Avellino vince con gol di Kanoute, i biancazzurri smarriscono la via del gol

avellino1
pescara0
AVELLINO (4-3-3): Pane 6.5; Ricciardi 6 (1’ st Rizzo 6), Moretti 6 (27’ st Illanes 6), Aya 6.5, Tito 6; Maisto 6.5, Matera 6 (31’ st Garetto sv), Dall’Oglio 6 (23’ st Casarini 6); Trotta 5.5 (27’ st Zanandrea 6), Kanoute 7, Russo 6.5. A disp: Marcone, Scognamiglio, Di Gaudio, Ceccarelli, Auriletto, Micovschi, Fusco. Allenatore: Rastelli.

PESCARA (4-3-3): Sommariva 5; Crescenzi 6, Brosco 6, Boben 5.5, Milani 6.5; Gyabuaa 5.5 (28’ st Vergani 6), Aloi 6 (40’ st Delle Monache sv) Mora 6; Desogus 5, Cuppone 5,5 (1’ st Kolaj 7), Tupta 7 (40’ st Lescano sv). A disp: D’Aniello, Di Carlo, D’Aloia, De Marino, Crecco, Ingrosso, Cancellotti, Saccani, Germinario. Allenatore: Colombo.

Arbitro: Emmanuele di Pisa.
Rete: 8’ pt Kanoute.
Note: spettatori 4.000 circa. Ammoniti: Boben, Ricciardi, Matera, Vergani. Angoli: 4-3.
AVELLLINO
Un’altra sconfitta. Il Pescara non riesce a scartare un regalo da tre punti sotto l’albero e chiude male un disastroso dicembre. Ma sul piano del gioco e della prestazione le risposte sono arrivate. Soprattutto nel secondo tempo. Al Partenio-Lombardi vince l’Avellino 1-0. L’undici di Rastelli gioca alla grande i primi 10’, fa girare la testa al Pescara e porta a casa i tre punti. Crescenzi e compagni giocano altrettanto bene se non meglio nella ripresa, ma tornano a mani vuote tra la delusione dei tanti tifosi presenti sugli spalti. Rastelli in mixed zone nel fare i complimenti ai biancazzurri indica indirettamente la via del mercato. «Pescara forte davvero ma se devo trovare una pecca, concretizza poco». Non che ci volesse Rastelli, il limite soprattutto sugli esterni è evidente. Cose viste da inizio stagione e che saranno modificate a gennaio. Kanoute finto 9 è la mossa vincente del tecnico di casa, ma, evidentemente, i primi minuti al Partenio-Lombardi non sono felici per il Pescara, in particolare per la sua linea difensiva. Il 18 ottobre scorso con il Giugliano rigore ed espulsione, ieri una dormita di Boben sul lancio di Aya con la profondità attaccata da Kanouté. E la complicità di Sommariva che ha valutato male i tempi dell’uscita e ha permesso all’attaccante irpino di sbloccare il risultato (8°). Con il Giugliano Aloi pareggiò subito, mentre questa volta Cuppone e Brosco sono stati sfortunati e imprecisi dopo pochi minuti.
Colombo all’inizio rilancia Crescenzi e Tupta, l’ex Verona gioca una buona partita soprattutto nel secondo tempo ed è sfortunato quando Pane gli nega la gioia di un gol che avrebbe meritato. Dopo la sfuriata con tanto di gol dell’Avellino, il Pescara piano piano prende campo e sul finire del primo tempo una pressione alta di Tupta favorisce il recupero, cross lungo per Desogus e sponda verso Cuppone. L’attaccante biancazzurro è sbilanciato da Aya e finisce in porta sbattendo la testa. Il Pescara chiede il rigore, Cuppone va in ospedale per accertamenti. Al suo posto nella ripresa c’è Kolaj: l’ex Alessandria inizia timido, ma poi diventa un gigante e spaventa un Avellino che rinuncia a giocare e a ripartire. Il Pescara si riscopre bello, ma il gol resta una chimera. Colombo le prova tutte: fuori Gyabuaa dentro Vergani, nel finale dentro anche Delle Monache e Lescano ma la porta dell’Avellino è inviolabile. In successione nella ripresa cinque nitide palle gol: le più clamorose con Desogus che calcia malissimo tutto solo davanti al portiere, con Milani che mette nell’area piccola un pallone che andava solo spinto in rete e con Kolaj che inventa un assist capolavoro per Tupta. E l’ex Verona ha calciato anche benissimo, ma Pane è stato strepitoso. Quinta sconfitta nelle ultime sei per i biancazzurri ed è un dato di fatto. Ma il Pescara del secondo tempo non è affatto dispiaciuto. E c’è da essere fiduciosi a patto che il mercato porti un po’ di concretezza in zona gol. Ora la sosta poi di nuovo in campo il 7 gennaio all’Adriatico contro il Latina (ore 14,30) sperando che il mese di dicembre diventi presto un lontano ricordo.
Enrico Giancarli
©RIPRODUZIONE RISERVATA