Il Pescara si affida a Galano Auteri conferma il tridente

L’attaccante a caccia del primo gol dopo la “pace” con il tecnico biancazzurro
PESCARA. La sua è la figura più controversa, c'è chi lo ama e chi meno. L'anno scorso ha deluso le attese, quest'anno forse pure, ma, quando gioca, il Pescara non perde mai. Cristian Galano, il biancazzurro dotato di maggiore talento, si è messo alle spalle il periodo buio e vuole tornare ad essere protagonista. Lunedì sera (ore 21) a Cesena andrà in scena un incontro forse decisivo per il futuro del Delfino e Gaetano Auteri spera che il trend positivo con l'ex barese in campo continui.
Finora Galano è rimasto in campo per soli 283 minuti in 6 partite (tre da titolare e altrettante entrando dalla panchina) nelle quali il Delfino ha totalizzato 12 punti (tre vittorie e tre pareggi). Finora la sua stagione è stata turbolenta e costellata da qualche colpo di scena.
All'inizio del torneo Auteri gli ha concesso qualche chance. In Coppa contro l'Olbia lo ha inserito nell'ultima mezz'ora e Galano ha messo il sigillo sul successo biancazzurro segnando il gol del definitivo 2-0.
In campionato ha giocato l'intera ripresa contro la Carrarese nella seconda giornata, 13 minuti con la Vis Pesaro, poi due partite di fila nella formazione titolare: la prima contro il Montevarchi, la seconda con la Viterbese lo scorso 25 settembre, giorno in cui il feeling tra il tecnico e il giocatore si è incrinato.
Nelle sei partite successive, infatti, Galano è stato utilizzato per soli 3 minuti contro l'Entella. E nell'ultima trasferta di due settimane fa a Siena è stato addirittura escluso dall'elenco dei convocati. La decisione dell'allenatore aveva il sapore dell'inevitabile divorzio: «Storia chiusa, Galano è ormai fuori dal progetto», pensavano i tifosi. Al contrario, sono bastati pochi giorni per ricucire il rapporto e mettere fine al lungo isolamento. A sorpresa, infatti, nel match successivo contro l'Olbia, Auteri lo ha rilanciato. A questo punto, il 60enne tecnico siciliano si aspetta che Galano diventi determinante.
Non basta essere uno dei due talismani della squadra (l'altro è Mirko Drudi, con lui in campo il Pescara è imbattuto, quattro vittorie e tre pareggi), ora Cristian deve caricarsi sulle spalle il Delfino e, possibilmente, trovare anche la via del gol.
Alla dodicesima gara di campionato, il 30enne foggiano è ancora a digiuno, anche se il dato deve essere rapportato ai minuti giocati: 283, l'equivalente di tre partite, recuperi compresi. Snodo cruciale. I biancazzurri sono a -8 dalla capolista Reggiana che se domani dovesse battere la Vis Pesaro aumenterebbe il vantaggio a 11 punti. C'è il rischio di presentarsi all'Orogel Stadium-Manuzzi con un ritardo difficilmente colmabile nel prosieguo della stagione.
Tra l'altro i romagnoli sono secondi, a +5 sul Delfino, dunque, non sono ammessi ulteriori passi falsi.
Le scelte. Auteri sembra intenzionato a riproporre il modulo 4-3-3 affidando, come detto, a Galano il compito di illuminare le giocate offensive e servire i due attaccanti, Ferrari e De Marchi, visto che D'Ursi dovrebbe partire dalla panchina in attesa di ritrovare la migliore condizione. In difesa, davanti al portiere Sorrentino, Drudi e uno tra Veroli e Ingrosso, a destra Cancellotti e a sinistra Nzita. A centrocampo Pompetti playmaker con Rizzo e Memushaj mezze ali.
Qui Cesena. Rispetto al match con la Pistoiese, la novità sostanziale è il ritorno nell'undici titolare di Caturano che agirà in attacco insieme al bomber Bortolussi.
Giovanni Tontodonati
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