Il Pescara si complica la vita

Battuto ad Avellino dopo aver dominato per un’ora, si giocherà i play off all’Adriatico
di ROCCO COLETTI
Fa un certo effetto assistere ai sobri festeggiamenti juventini per il quarto scudetto di fila. Immaginate che cosa sarebbe accaduto a Roma o a Napoli per la conquista del tricolore? Settimane di festeggiamenti, fuochi d’artificio e altro ancora. Di certo non sarebbe finita nel giro di una notte. Verrebbe da pensare all’assuefazione al successo e, invece, così non è perché nel corso di questi anni la Juve è cresciuta, un passo alla volta. Non ha molto tempo per celebrare l’ennesimo trionfo, perché ha altri conti aperti: la semifinale Champions e la finale della coppa Italia. Negli ultimi anni, questi erano traguardi preclusi di questi tempi. Ora no: c’è la possibilità di arricchire la bacheca dei trofei. Non è detto che ciò avvenga, ma già il fatto di essere in corsa per altre due coppe è un successo. Una crescita che coinvolge anche il malandato e bistrattato calcio italiano. Che ha la possibilità di dire la sua fino in fondo nelle coppe europee. Nel caso della Juve il merito va ascritto anche a Massimiliano Allegri, il tecnico che è arrivato a luglio al posto del dimissionario Antonio Conte, l’uomo che aveva riportato in alto la Vecchia Signora. Sembra di risentirli adesso certi discorsi: “Il gap tra la Juve e le altre si è assottigliato” oppure “sarà difficile riconfermarsi”. O ancora “è finito un ciclo”.
Nessuno l’ha mai nominato nei festeggiamenti di sabato notte, ma Antonio Conte era presente in tutti i pensieri dei protagonisti bianconeri. L’attuale ct dell’Italia, nel maggio scorso, voleva cambiare gran parte della squadra per restare, pensava che il ciclo fosse finito; non credeva che questa Juve potesse entrare (anche) nelle prime quattro in Europa. E ha lasciato dopo il primo giorno di ritiro.
Per tre anni è stata la Juve di Antonio Conte. Oggi è semplicemente la Juve che continua a vincere, anche senza Conte. E accresce i meriti della società e della famiglia Agnelli. Negli anni è caduta, si è rialzata ed è tornata a trionfare. Nonostante gli addii di Del Piero e di Antonio Conte, vere e proprie icone della tifoseria bianconera. Passano i protagonisti, ma la Juve continua a dominare. In qualsiasi campo, dello sport e non, i successi nascono dalla testa. In questo caso dalla società. Complimenti!
@rocccoletti1
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