Il Pescara strappa elogi ma ora cerca concretezza

13 Settembre 2016

Contro l’Inter una prestazione da applausi, però bisogna essere più attenti in difesa e cinici in attacco per non rendere più complicato il cammino verso la salvezza

PESCARA. Gli elogi piovono da ogni parte d’Italia. Il Pescara di Massimo Oddo regala emozioni e garantisce spettacolo. Per il gioco espresso e le occasioni costruite, il Pescara avrebbe di certo meritato di più dei quattro punti in classifica, dei quali uno solo conquistato sul campo. Però, nel calcio, gli episodi fanno la differenza e le troppe occasioni fallite, sommate ad alcune ingenuità difensive hanno impedito ai biancazzurri di spiccare il volo.

Nelle prime tre partite contro Napoli, Sassuolo e Inter, il Delfino ha dato la sensazione di poterle vincerle tutte. Insomma, le note positive superano di gran lunga i segnali preoccupanti. Che comunque ci sono e non vanno trascurati, soprattutto in una categoria che ti punisce ad ogni minimo errore. Una legge non scritta, ribadita a chiare lettere da Mauro Icardi che all’Adriatico ha trasformato in oro due palloni nell’ultimo quarto d’ora. Sul gol-vittoria resta qualche dubbio. Se è vero che l’arbitro ha optato per l’involontarietà, è altrettanto legittimo sottolineare il movimento scomposto del braccio di Icardi che è “staccato” dal corpo. Certamente, serviva più cattiveria da parte di Gyomber, che in quella circostanza ha subìto molte critiche. Ma in fin dei conti l’errore è sempre in agguato contro grandi campioni, però fa rabbia constatare che il cammino del Pescara finora sia stato rallentato da disattenzione individuali (appunto Gyomber e Coda col Napoli).

Sui cambi attuati da Oddo contro l’Inter, si è rivelato prezioso l’ingresso di Jean-Cristophe Bahebeck, che ieri ha festeggiato la sua prima rete in Italia con un post su Instagram. «Primo gol con i miei nuovi colori», ha scritto Bahebeck, «con la voglia di vincere per continuare ad andare avanti nonostante la sconfitta all’ultimo momento. Allez Pescara». I suoi guizzi e la sua capacità di attaccare la profondità hanno messo in crisi la retroguardia nerazzurra, ma non sono bastati per conquistare la vittoria. Dopo il gol dell’ex Psg, Oddo ha inserito Aquilani al posto di Verre (stremato), ma la sostituzione non ha portato i frutti sperati. Un po’ spaesato il 32enne romano, che dovrà raggiungere al più presto la condizione migliore. Infine, il cambio Pepe-Caprari, studiato a lungo dal tecnico biancazzurro. In verità, dopo la tripla sostituzione (Jovetic, Eder e Palacio per Medel, Candreva e Perisic) di De Boer, Oddo aveva pensato di inserire Crescenzi per rinforzare la difesa. Il pareggio di Icardi ha modificato la sua strategia. Così, è entrato Pepe che ha lottato su ogni pallone. Alla fine, l’esperto ex attaccante della Juventus ha lanciato un monito ai suoi compagni. «Dobbiamo capire che le gare durano novanta minuti, non settanta», queste le parole di Pepe, «dispiace non aver regalato alla nostra gente almeno un punto, che per noi sarebbe stato di vitale importanza. Dovremo imparare in fretta ad essere più smaliziati per non commentare ancora buone prestazioni ma risultati sfavorevoli. Tuttavia, sono convinto che giocando così ci toglieremo delle grandi soddisfazioni».

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