«Il Pescara tornerà in alto, punto su Machìn e Kanoutè»
Il tecnico: sarà un torneo duro, ma in B poche società hanno l’appeal del Delfino Bel colpo il riscatto della mezzala, il senegalese potrà essere un valore aggiunto
PESCARA. I problemi di Cesena, Foggia e Bari rendono incerta la composizione della nuova serie B. Proprio i biancorossi pugliesi pensano a Vincenzo Vivarini per il dopo Fabio Grosso, anche se l’allenatore di Ari è corteggiato con insistenza anche dal Livorno che al momento è in pole position. Insomma, Vivarini è pronto a tornare nella mischia e in attesa della chiamata decisiva anticipa i temi salienti del prossimo campionato di B.
Vivarini, quali saranno le squadre favorite?
«Le tre retrocesse avranno il vantaggio economico legato al paracadute (25 milioni di euro al Verona, 15 al Crotone 15 e 10 al Benevento, ndr), ma la presenza di tanti club ambiziosi renderà la competizione agguerrita fino alla fine. Se facciamo riferimento alle prime mosse di mercato, mi sembra che il Crotone si sia già portato avanti nel lavoro. Poi dico il Palermo che ha l’obbligo di conquistare la promozione».
Il Pescara ripartirà con Bepi Pillon in panchina.
«Ha fatto un buon lavoro portando serenità nello spogliatoio e centrando la salvezza. Ora immagino che i programmi siano diversi».
Sebastiani ha fissato l’obiettivo: i play off.
«Pescara è una piazza esigente e ambìta. In B poche società hanno il suo stesso appeal, perciò mi sembra giusto puntare ad arrivare almeno tra le prime otto della classifica».
Cosa non ha funzionato nella passata stagione?
«Dall’esterno non è facile individuare le cause di un’annata così negativa. Sono mancati sia il gioco che i risultati. Di sicuro le aspettative erano diverse».
Eppure in panchina c’era Zeman che ha sempre messo al primo posto il bel gioco.
«Sì, ma il boemo è un allenatore particolare. Per lui non esiste il compromesso e nella sua carriera è passato tante volte dalle “stelle alla stalle”. Se azzecca la stagione riesce ad entusiasmare, altrimenti il rendimento può essere deludente. Stavolta è andata male. Lui ha qualche colpa, anche se forse la squadra non è stata costruita “a sua misura”. Comunque, se il Pescara avesse giocato meglio le critiche sarebbero state meno aspre».
Come si ricompone la frattura tra Sebastiani e i tifosi?
«Con i risultati. Gli ultimi due campionati hanno tradito le attese e la delusione della tifoseria è comprensibile. Però non bisogna dimenticare che Sebastiani ha portato il Pescara in serie A due volte. Il discorso è che da lui ci si aspetta sempre tanto. Ora bisogna accettare le contestazioni e cercare di fare meglio».
Consigli per gli acquisti. Cosa serve al Delfino?
«Intanto hanno riscattato Machìn che per me è un calciatore sprecato per la categoria. In futuro lo vedremo di sicuro in serie A. Poi mi piace molto Kanouté, potrebbe essere il suo anno. Un nome per l’attacco? Un giocatore che se andrà in B farà la differenza è Favilli. Ha tecnica, forza fisica e determinazione».
Sul Teramo cosa dice?
«Che non è facile mantenere un club in C. Il lavoro di Campitelli in questi anni è stato eccezionale, ma avrebbe bisogno di un aiuto».
Chiudiamo con Sarri, Di Francesco e Giampaolo.
«Sono miei amici e grandi allenatori. Sarri è come Zeman, ma più elastico. È tra i migliori al mondo a livello di organizzazione di gioco e spettacolo. Mi auguro che riesca a vincere con il Chelsea. Di Francesco ha portato il suo modo di essere alla Roma ed è stata una vera impresa. Eusebio è cresciuto molto, anche grazie a una società all’avanguardia. Giampaolo ha fatto un salto di qualità pazzesco con uno staff di altissima qualità. È incredibile come Marco sia stato capace di valorizzare perfetti sconosciuti raggiungendo ottimi risultati con la Sampdoria».
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