Il Pescara tradito dagli errori difensivi

Vantaggio iniziale di Memushaj, poi il Vicenza ribalta il risultato e dedica la vittoria a Paolo Rossi. 22 gol subiti in 11 gare: soltanto il Pisa peggio
PESCARA. La partita del ricordo va al Vicenza. Che così può dedicare la vittoria al suo Paolo Rossi, nel giorno del funerale di Pablito. Emblematici lo sguardo al cielo e il segno della croce del tecnico Mimmo Di Carlo al triplice fischio dell’arbitro. Il Pescara s’inchina, confermando però alcuni progressi evidenziati nella prima di Breda ad Ascoli. Sempre in partita i biancazzurri, fino alla fine. La quarta sconfitta interna è figlia di errori, ma la prestazione c’è, tenendo conto anche il valore di un Vicenza che dopo 21 anni si impone all’Adriatico-Cornacchia al termine di una gara godibile. La finiscono in nove i biancorossi, per via delle espulsioni di Gori e Dalmonte, ma tengono duro resistendo agli assalti del Pescara.
Le conferme, si diceva, riguardano lo spirito di squadra e i miglioramenti sul piano del gioco grazie ai quali la squadra di Breda avrebbe anche meritato il pareggio. La crescita in personalità e carattere emerge durante la ripresa quando il Vicenza va sull’1-3 e il Delfino ha la forza di rientrare in partita, con la prodezza di Galano sfiorando il pari fino al settimo minuto di recupero. Memushaj, Ceter e Galano: il Pescara oggi ruota intorno a loro. Gli altri si accodano, ognuno fa quel che può. Ma restano i limiti di qualità individuale che erano evidenti già con Oddo. La nota dolente della prima di Breda all’Adriatico-Cornacchia riguarda la scelta di dare fiducia ad Antei al posto dell’infortunato Balzano nella difesa a tre. Ebbene, i due gol con cui il Vicenza ribalta l’iniziale vantaggio di Memushaj chiamano in causa proprio il marcatore romano ex Benevento, chiaramente indietro nella preparazione. Non pronto per giocare dall’inizio. Ancora oggi, infatti, ha un passo diverso dai compagni. E così nell’azione dell’1-1 si dimentica (insieme a Omeonga) di Meggiorini sul secondo palo e in quella dell’1-2 Jallow lo brucia e poi lo supera senza difficoltà. Sono gli episodi decisivi che mandano sotto il Pescara al 25’. Lotta e tiene il campo la squadra di Breda. Galano e Ceter si trovano lì davanti e duettano, anche se vengono poco assistiti dai compagni. Il 5-3-2 è privo di incisività sulle fasce dove agiscono Omeonga (a destra) e Crecco (a sinistra), due centrocampisti adattati. Nella ripresa la musica non cambia. Galano dalla distanza manda di poco a lato, dal limite. Esce Ceter, Capone è impalpabile e il Pescara perde forza penetrativa. A metà tempo il botta e risposta che non cambia gli equilibri. Prima, al 24’, l’1-3 di Dalmonte dal limite; poi, al 26’, il sinistro a giro dalla distanza di Galano che manda la palla a insaccarsi sul secondo palo. Una prodezza. Il Vicenza negli ultimi minuti perde prima Gori e poi Dalmonte, espulsi per falli su Leandro Fernandes. Il Pescara schiaccia i biancorossi: al 30’ una mezza papera di Perina sulla conclusione di Crecco, ma la palla finisce a lato. Al 40’ il portiere dei veneti vola per deviare una conclusione di Memushaj. Niente da fare, un’altra sconfitta dopo il successo di Ascoli. Se da una parte vengono consolidati i miglioramenti evidenziati alla prima di Breda, dall’altra restano i limiti di questa stagione. In attacco non ci sono alternative, mentre nelle retrovie i problemi sono strutturali. 22 gol subiti in 11 gare: solo il Pisa (25) peggio in serie B.
C’è l’alibi degli assenti, ma non basta, perché la stagione sta prendendo una china pericolosa. C’è il turno infrasettimanale, martedì sera a Pisa. E poi in casa contro il Monza. Perdere contatto adesso dalla zona salvezza potrebbe rivelarsi fatale.
@roccocoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

