Il Pescara travolto a Gubbio: sfuma l’aggancio al 3° posto

Plizzari para un rigore, poi il Delfino si spegne. I tifosi contestano la squadra
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GUBBIO (4-3-2-1): Greco 6; Corsinelli 7 (32'st Morelli 6), Pirrello 7, Tozzuolo 7, Mercadante 6; Mercati 7 (28'st Rosaia 6),
Casolari 6.5 (32'st Dimarco 6), Bumbu 7; Spina 6.5 (28'st Chierico 6), Desogus 6.5 (32'st Brambilla sv); Udoh 7,5. A disposizione: Vettorel, Morelli, Calabrese, Signorini, Gnazale. Allenatore: Braglia.
PESCARA (4-3-3): Plizzari 6; Pierno 4.5, Brosco 5, Di Pasquale 5.5 (16'st Mesik 5), Milani 5 (1'st Moruzzi 5); De Marco 4.5 (24'st Tunjov 5), Dagasso 6, Meazzi 5; Merola 4 (24'st Sasanelli 6), Cuppone 5 (1'st Cangiano 5.5), Capone 4. A disposizione: Gasparini, Floriani Mussolini, Pellacani, Staver, Aloi, Squizzato, Franchini, Masala. Allenatore: Zeman.
Arbitro: Caldera di Como 6.
Reti: 39'pt Corsinelli; 7'st Desogus, 18'st Udoh, 23'st Tozzuolo.
Note: Spettatori 1.360, di cui 621 abbonati e 235 ospiti. Ammoniti: Brosco, Plizzari, Mercadante, MesiK, Tunjov, Pirrello. Al 28'pt Plizzari respinge un rigore di Desogus. Angoli: 10-5 per il Pescara. Recupero: 2'; 4'.
GUBBIO
Una delle più brutte serate del recente passato biancazzurro. Il Pescara, che si era abituato a non subire gol nell’ultimo periodo, ne ha incassati 4 tutti insieme a Gubbio e l’undici di Braglia può festeggiare il sorpasso in classifica e l’aggancio al Perugia al terzo posto in attesa della Carrarese. Gubbio batte Pescara 4-0, centrocampo senza interdizione, alla prima disattenzione Pescara bucato con estrema facilità. Prima il rigore parato da Plizzari, poi il gol di Corsinelli. Quindi il pessimo secondo tempo completamente regalato. Padroni di casa dominanti a centrocampo, impatto devastante dal punto di vista fisico di Bumbu, Mercati e Casolari.
Il Pescara con De Marco e Meazzi poteva e doveva fare qualcosa in velocità e con la qualità ma a conti fatti il duello tra i due reparti lo ha vinto e per distacco il Gubbio (si è salvato solo Dagasso).
Piove al Barbetti, terreno di gioco scivoloso, Zeman sceglie Pierno per Floriani, davanti ancora fiducia a Capone dal primo minuto. Braglia senza Di Massimo e Bernardotto lancia l’ex Desogus: sarà determinante. Eppure i primi 25’ minuti sono scivolati via sui binari dell’equilibrio con il Pescara che si è anche fatto preferire e quanti brividi che ha regalato Pirrello ai suoi con un intervento che per poco non causava un clamoroso autogol.
Poi è girata la partita: Spina attacca in profondità, Plizzari lo mette giù in area ed è rigore. Va Desogus dal dischetto, i due si conoscono e il portiere biancazzurro salva tutto mandando in angolo. Pericolo scampato? Neanche per idea. Perché i veri dolori per il Pescara devono ancora iniziare. Sanguinosa palla persa sulla trequarti dai biancazzurri, Bumbu innesca la ripartenza, Mercati cerca Corsinelli e la deviazione di Meazzi migliora la qualità dell’assist. Plizzari non può nulla sul destro del terzino rossoblu. Zeman all’intervallo lascia negli spogliatoi Capone e Milani. Dentro Cangiano e Moruzzi.
Ti aspetti un Pescara che reagisce e che va a caccia del pari e invece trovi Desogus con il dente avvelenato. Prima su un’innocua punizione prende il tempo a Pieno e beffa Plizzari in uscita per il 2-0 poi porta a scuola Pierno e di destro regala l’assist per Uduoh con il tris rossoblu. Una giocata simile a quella che Desogus fece lo scorso anno in maglia biancazzurra a Monopoli e che poi finalizzò: a conti fatti l'ex cagliari ha messo ko un Pescara già debole di suo e che non ha mai saputo reagire. Il poker arriva su un colpo di testa di Tozzuolo in area che serve solo a rendere pesante il passivo del Barbetti. Qualche nota positiva? Sasanelli non è dispiaciuto, Zeman sa di poter contare sul classe 2004 e forse martedì contro la Spal gli darà una chance dal primo minuto. A proposito di Zeman: lo aveva fatto intendere in conferenza che voleva una squadra in grado di saper rischiare. Ma l’azzardo di Meazzi e De Marco in campo ha di fatto consegnato il centrocampo al Gubbio che ha sempre punito una squadra non più compatta come nelle ultime uscite. Martedì all’Adriatico vietato fallire con la Spal ma con Brosco squalificato e Pellacani, che ieri si è chiamato fuori, potrebbe essere emergenza in difesa. Al triplice fischio dura contestazione di tanti tifosi presenti a Gubbio.
Enrico Giancarli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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GUBBIO (4-3-2-1): Greco 6; Corsinelli 7 (32'st Morelli 6), Pirrello 7, Tozzuolo 7, Mercadante 6; Mercati 7 (28'st Rosaia 6),
Casolari 6.5 (32'st Dimarco 6), Bumbu 7; Spina 6.5 (28'st Chierico 6), Desogus 6.5 (32'st Brambilla sv); Udoh 7,5. A disposizione: Vettorel, Morelli, Calabrese, Signorini, Gnazale. Allenatore: Braglia.
PESCARA (4-3-3): Plizzari 6; Pierno 4.5, Brosco 5, Di Pasquale 5.5 (16'st Mesik 5), Milani 5 (1'st Moruzzi 5); De Marco 4.5 (24'st Tunjov 5), Dagasso 6, Meazzi 5; Merola 4 (24'st Sasanelli 6), Cuppone 5 (1'st Cangiano 5.5), Capone 4. A disposizione: Gasparini, Floriani Mussolini, Pellacani, Staver, Aloi, Squizzato, Franchini, Masala. Allenatore: Zeman.
Arbitro: Caldera di Como 6.
Reti: 39'pt Corsinelli; 7'st Desogus, 18'st Udoh, 23'st Tozzuolo.
Note: Spettatori 1.360, di cui 621 abbonati e 235 ospiti. Ammoniti: Brosco, Plizzari, Mercadante, MesiK, Tunjov, Pirrello. Al 28'pt Plizzari respinge un rigore di Desogus. Angoli: 10-5 per il Pescara. Recupero: 2'; 4'.
GUBBIO
Una delle più brutte serate del recente passato biancazzurro. Il Pescara, che si era abituato a non subire gol nell’ultimo periodo, ne ha incassati 4 tutti insieme a Gubbio e l’undici di Braglia può festeggiare il sorpasso in classifica e l’aggancio al Perugia al terzo posto in attesa della Carrarese. Gubbio batte Pescara 4-0, centrocampo senza interdizione, alla prima disattenzione Pescara bucato con estrema facilità. Prima il rigore parato da Plizzari, poi il gol di Corsinelli. Quindi il pessimo secondo tempo completamente regalato. Padroni di casa dominanti a centrocampo, impatto devastante dal punto di vista fisico di Bumbu, Mercati e Casolari.
Il Pescara con De Marco e Meazzi poteva e doveva fare qualcosa in velocità e con la qualità ma a conti fatti il duello tra i due reparti lo ha vinto e per distacco il Gubbio (si è salvato solo Dagasso).
Piove al Barbetti, terreno di gioco scivoloso, Zeman sceglie Pierno per Floriani, davanti ancora fiducia a Capone dal primo minuto. Braglia senza Di Massimo e Bernardotto lancia l’ex Desogus: sarà determinante. Eppure i primi 25’ minuti sono scivolati via sui binari dell’equilibrio con il Pescara che si è anche fatto preferire e quanti brividi che ha regalato Pirrello ai suoi con un intervento che per poco non causava un clamoroso autogol.
Poi è girata la partita: Spina attacca in profondità, Plizzari lo mette giù in area ed è rigore. Va Desogus dal dischetto, i due si conoscono e il portiere biancazzurro salva tutto mandando in angolo. Pericolo scampato? Neanche per idea. Perché i veri dolori per il Pescara devono ancora iniziare. Sanguinosa palla persa sulla trequarti dai biancazzurri, Bumbu innesca la ripartenza, Mercati cerca Corsinelli e la deviazione di Meazzi migliora la qualità dell’assist. Plizzari non può nulla sul destro del terzino rossoblu. Zeman all’intervallo lascia negli spogliatoi Capone e Milani. Dentro Cangiano e Moruzzi.
Ti aspetti un Pescara che reagisce e che va a caccia del pari e invece trovi Desogus con il dente avvelenato. Prima su un’innocua punizione prende il tempo a Pieno e beffa Plizzari in uscita per il 2-0 poi porta a scuola Pierno e di destro regala l’assist per Uduoh con il tris rossoblu. Una giocata simile a quella che Desogus fece lo scorso anno in maglia biancazzurra a Monopoli e che poi finalizzò: a conti fatti l'ex cagliari ha messo ko un Pescara già debole di suo e che non ha mai saputo reagire. Il poker arriva su un colpo di testa di Tozzuolo in area che serve solo a rendere pesante il passivo del Barbetti. Qualche nota positiva? Sasanelli non è dispiaciuto, Zeman sa di poter contare sul classe 2004 e forse martedì contro la Spal gli darà una chance dal primo minuto. A proposito di Zeman: lo aveva fatto intendere in conferenza che voleva una squadra in grado di saper rischiare. Ma l’azzardo di Meazzi e De Marco in campo ha di fatto consegnato il centrocampo al Gubbio che ha sempre punito una squadra non più compatta come nelle ultime uscite. Martedì all’Adriatico vietato fallire con la Spal ma con Brosco squalificato e Pellacani, che ieri si è chiamato fuori, potrebbe essere emergenza in difesa. Al triplice fischio dura contestazione di tanti tifosi presenti a Gubbio.
Enrico Giancarli
©RIPRODUZIONE RISERVATA

