Il Pescara va a Novara per ipotecare la finale

29 Maggio 2016

Zampano acciaccato, ma dovrebbe farcela. L’ex Baroni: «Non cerco rivincite»

PESCARA. Il ring è pronto. Alle 18.30 il gong che darà il via al primo round play off del Pescara.

Sulla strada dei biancazzurri il Novara, il Novara di Marco Baroni. L'uomo che l'anno scorso fu mandato via dalla panchina pescarese a 90' dalla fine del campionato. Quello piemontese non è un campo amico del Delfino, visto che non ha mai vinto sul sintetico del Piola.

L'ex tecnico dei biancazzurri vuole consumare la sua personale vendetta, sportivamente parlando, anche se non lo dice apertamente. «In questi giorni leggo di sfida tra me e Oddo e di alcune mie rivincite», ha detto Baroni, ieri, alla vigilia. «E' una cosa che non condivido. Il passato non conta in questo momento. E questa è una cosa che viene fuori ogni volta. Lì ci sono state delle situazioni che fanno parte del calcio», continua riferendosi al passato campionato in riva all'Adriatico. «Io non ho litigato con nessuno e non ho rivincite da consumare».

Baroni, infatti, anche dopo l'esonero ha sempre mantenuto la calma e non ha mai spruzzato veleno sulla sua ex squadra. Anche se in campionato, nella gara d'andata, non c'è stato il minimo contatto con il presidente Daniele Sebastiani, l'uomo che l'aveva scelto, difeso e blindato nella passata stagione, specie nei momenti di difficoltà. «Per lui mi sono preso anche le bombe carta in giardino», disse il patron, dopo la sfida di Novara.

Tra i due è sceso il grande gelo e difficilmente il loro sguardo si incrocerà oggi pomeriggio. Baroni non rispolvera il passato e pensa solo alla semifinale che si gioca nell’ottica dei 180’ visto che mercoledì è previsto il ritorno allo stadio Adriatico-Cornacchia. «Andiamo in campo e non dobbiamo lasciare nulla di intentato. Sono orgoglioso dei miei ragazzi e anche la città deve esserlo: dal 13 luglio tutti hanno dato il massimo. In queste gare chi sbaglia meno ha più possibilità di vincere».

Il Pescara, stando alle parole di Oddo, oggi pomeriggio proverà fin dalle prime battute ad imprimere il proprio ritmo alla gara. «Non mi aspetto niente dall'avversario, sono forti in tutti i reparti, specie in attacco, e noi non dobbiamo sbagliare. Abbiamo due partite per meritare la finale. Affrontiamo una squadra forte che ha diverse componenti a favore. Il Pescara è squadra forte, ha il capocannoniere del campionato e, rispetto a noi, ha una gara in meno nelle gambe». Baroni dovrà fare i conti con le assenze dopo il preliminare vinto mercoledì a Bari. «In questo momento il fattore più importante è l'aspetto mentale della squadra, la convinzione di potercela fare come gruppo. Abbiamo recuperato le forze e torniamo in campo». Faraoni è infortunato e Dickmann squalificato. «A destra siamo in emergenza. Non è importante un giocatore, ma lo spirito di squadra. Mantovani può essere l' alternativa o Vicari. Vedremo».

I biancazzurri proveranno a sfruttare la falla che si creerà con l'assenza di un terzino destro affidabile. Oddo schiererà la miglior formazione, ma sarà in ansia fino all'ultimo per le condizioni di Francesco Zampano. Il laterale biancazzurro, infatti, lamenta ancora una fastidiosa tonsillite e, ieri mattina, prima di partire per Novara, è stato visitato da uno specialista. Lo staff medico del Pescara, però, è fiducioso e all'80% Zampano sarà in campo dal 1'. Altrimenti toccherà a Vitturini con Crescenzi spostato sull'out mancino. Campagnaro sta bene ed è pronto per partire da titolare in coppia con Fornasier. I due avranno il compito di arginare il temibile Pablo Gonzalez. A centrocampo Torreira orchestrerà la manovra con Verre e Memushaj mezze ali. Caprari e Benali i trequartisti che danzeranno dietro il bomber Lapadula, che oggi pomeriggio sarà seguito da diversi emissari di club di A. Juventus, Napoli e Genoa, infatti, manderanno degli osservatori per seguire di nuovo il bomber, che è conteso dalla Vecchia Signora e non solo. Sugli spalti circa 8.000 spettatori, di cui un migliaio da Pescara.

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