Il Pescara è troppo fragile Accelerata sul mercato

9 Gennaio 2024

Il nuovo obiettivo per il centrocampo è Besaggio (Brescia), Mora saluta

PESCARA. Delusione e qualche interrogativo di troppo. In casa biancazzurra si mastica amaro per la brutta e imprevista sconfitta di Alessandria contro la Juventus NG che ha fatto retrocedere i biancazzurri al quinto posto in classifica nel girone B della serie C. Non è un dramma perché l’obiettivo (minimo) del terzo posto è a sole tre lunghezze, ma occorre cambiare marcia e occorre rinforzare la squadra con almeno due giocatori forti e funzionali per Zeman.
Mercato. La linea, almeno fino a domenica scorsa, era quella di inserire una mezzala e un attaccante, ma solo se ritenuti migliorativi rispetti alla rosa attuale. La sensazione è che la non bella figura fatta contro i giovani della Juventus acceleri le operazioni. Prima però serve fare le uscite e in queste ore la società conta di ottenere il sì di Luca Mora al trasferimento. Fiorenzuola in pole position, Virtus Francavilla come alternativa. Mora oramai è ritenuto fuori dal progetto, ma prima di accettare un’altra squadra vuole ponderare al meglio la scelta. Nessuna novità per Edoardo Vergani. In entrata il nome di Stefano Girelli della Sampdoria, vincitore da protagonista del campionato a Lecco lo scorso anno, è tenuto in grande considerazione dal ds Delli Carri. Se fino a qualche giorno fa i liguri non volevano privarsi del centrocampista classe 2001, oggi c’è un’apertura. Nessuna apertura invece da Catanzaro per Andrea Olivieri e da Modena per Thomas Battistella.
Il nome nuovo. Un profilo che la dirigenza biancazzurra sta osservando da vicino è quello dell’ex Juventus Ng Michele Besaggio. Centrocampista talentuoso classe 2002, attualmente è a Brescia in B ma con poco spazio. Il giocatore è di proprietà del Genoa e Delli Carri anche domenica scorsa ad Alessandria ne ha parlato con i suoi ex dirigenti. Besaggio lo scorso anno ha totalizzato più di 30 partite con la Juventus NG. Nessuna apertura invece per Luis Hasa: come già anticipato la scorsa settimana era il primo nome sulla lista ma per i dirigenti bianconeri è incedibile. A proposito di Hasa: il classe 2004, domenica, ha spaccato la partita con la sua qualità facendo diventare piccolo piccolo un Pescara che aveva anche iniziato bene con le solite giocate e con il gol di Cangiano. Poi un lungo elenco di cose che non hanno funzionato. A cominciare da almeno due nitide palle gol non concretizzate per raddoppiare prima di abbassarsi e subire il gol del pareggio. Il secondo tempo è stato un incubo per i biancazzurri: Hasa, Rhoui, Guerra e Comenencia sembravano i vari Rabiot, Chiesa o Yildiz della prima squadra per quanto hanno messo in difficoltà un Pescara che all’improvviso è diventato piccolo. Perché questa doppia identità? L’assenza di Pellacani ha tolto quel leader in grado di tenere alta e compatta la squadra ma il centrale domenica nella buona prima mezzora giocata non c’era.
Fragilità biancazzurra. La verità è che la squadra è troppo fragile mentalmente e dà come la sensazione di camminare su un filo sottilissimo. Per non cadere deve filare tutto liscio. Se le cose vanno tutte per il meglio come a Pontedera (palo dei padroni di casa sull’1-0) il Pescara dilaga regalando spettacolo, ma se si inceppa un ingranaggio nel delicato meccanismo biancazzurro ecco che tutto viene rimesso in discussione. Un esempio? Nessuno può escludere che se Merola avesse trovato il raddoppio magari la partita finiva come a Pontedera come nessuno può escludere che se Ianesi del Pontedera avesse pareggiato subito i toscani potevano far male al Pescara. La medicina, oltre al mercato, è quella di trovare una forza mentale che renda i biancazzurri indipendenti dai singoli episodi.
Enrico Giancarli
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