Il Pineto non sa più vincere Il Gubbio passa in rimonta e ora Cudini rischia il posto

7 Ottobre 2024

Vantaggio di Bruzzaniti in avvio, poi gli umbri ribaltano la gara  Il tecnico è in bilico, la società riflette: per ora fiducia a tempo

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PINETO (4-2-3-1): Tonti 6; Villa 5, Marafini 5,5 (38’ st Hadziosmanovic s.v.), De Santis 5,5, Borsoi 5 (15’ st Ienco 6); Amadio 5,5, Schirone 5,5; Del Sole 5 (15’ st Marrancone 5,5), Pellegrino 5,5 (26’ st Chakir 6), Bruzzaniti 7, Fabrizi 6 (26’ st Gambale 6). A disp.: Marone, Barretta, Germinario, Dutu, Baggi, Giovannini A., Lombardi, Nebuloso. All. Cudini.

GUBBIO (3-4-2-1): Venturi 6; Tozzuolo 6,5, Rocchi 6, Stramaccioni 6; Corsinelli 6, Iaccarino 6 (36’ st Faggis.v.), Proietti 6,5 (1’ st Rosaia 6), David 6,5 (15’ st Zallu 6); Franchini 6 (42’ st Pirrello s.v.), Giovannini R. 6,5 (15’ st Rovaglia 6); Tommasini 7. A disp.: Bolletta, D’Avino, Di Vincenzo, Signorini, Maisto, Fossati. All. Taurino.

Arbitro: Cappai di Cagliari.
Reti: 20’ Bruzzaniti, 41’ Tozzuolo, 47’ Tommasini (rig.).
Note: ammoniti Del Sole, Borsoi, Amadio, Villa, Tommasini, David, Rocchi, Zallu. Angoli: 3-6. Recuperi: 3’ pt.
PINETO
Per raccontare Pineto-Gubbio non si può non partire dalla fine: mezz'ora di colloquio a bordocampo tra il direttore sportivo Marcello Di Giuseppe e il patron Silvio Brocco per decidere che, per ora, Mirko Cudini resta al suo posto. «Io per primo mi sento in discussione», ha dichiarato il direttore Di Giuseppe. «Ma i giocatori devono capire che non sempre il cambio di guida tecnica porta automaticamente a dei miglioramenti. La riflessione che dobbiamo fare come società riguarda questo e da parte dei giocatori ci deve essere un'assunzione di responsabilità personale per i risultati che non arrivano. La società deve capire se intervenire, però sta di fatto che in mezzo al campo vanno i giocatori, che devono e possono dare di più».
Parole dure e una conferma inevitabilmente a tempo, che dipenderà dal cambio di marcia che la squadra saprà intraprendere, oltre che dai risultati. Perché quello di ieri pomeriggio è un Pineto troppo brutto per essere vero, che cede rovinosamente 2-1 ad un Gubbio non trascendentale e che si dimostra totalmente incapace di imbastire una reazione efficace dopo lo svantaggio. Fotocopia sbiadita di se stessa, la squadra è irriconoscibile ed i soli due punti nelle ultime cinque partite sono la dimostrazione di un'involuzione di gioco e di risultati dalla quale è attualmente incapace di uscire. Non è bastato il ritorno da parte di Cudini alla difesa a quattro per riuscire a ritrovare una solidità perduta. Troppe le disattenzioni e le sbavature che hanno spianato la strada ad un Gubbio apparso persino più forte di quanto sia realmente. E pensare che, dopo la parata di Tonti in apertura, l'avvio dei biancazzurri è positivo con la conclusione dal limite di Pellegrino che, dopo 5' minuti di gioco, scalda i guantoni a Venturini e soprattutto con il rasoterra vincente di Bruzzaniti che, al 20', illude gli adriatici. Dopo il vantaggio ottenuto, però, il solito copione che si ripete: la squadra che sembra sazia e inizia a subire l'iniziativa degli avversari che, al 41', approfittano dell'ennesima amnesia difensiva per trovare la girata vincente sul secondo palo con Tozzuolo che supera Tonti e gela il “Mariani-Pavone”. Il gol del pareggio ospite taglia le gambe al Pineto che si sfalda completamente e perde le misure: così è troppo facile per Tommasini incunearsi in area tra Schirone e Borsoi come coltello nel burro e andarsi a procurare un calcio di rigore che non lascia scampo all'estremo biancazzurro e che sugella il sorpasso degli umbri fissando il parziale di frazione sull'1-2. E chi si aspetta nella ripresa la reazione d'orgoglio del Pineto rimarrà deluso: non bastano i cambi innescati da Cudini, la squadra non riuscirà ad andare oltre un paio di punizioni pericolose del solito Bruzzaniti, l'unico a meritare una menzione positiva. Troppo poco per un Pineto in piena crisi: tutti sul banco degli imputati, servirà un cambiamento radicale.
Roberta Di Sante