Il pubblico è già da A: all’Adriatico in 16.000

La città è in fibrillazione: il richiamo della massima serie si fa sentire
PESCARA. Sedicimila cuori pronti a spingere il Pescara in finale. Stasera contro il Novara, all’Adriatico si respirerà un’atmosfera da serie A. Tutti allo stadio, quasi una parola d'ordine per la città se c'è aria di festa. E' così da più di quarant'anni, il primo pienone lo vidi dai distinti nel 1967, quando ormai il ricordo dei trionfi della mitica Strapaesana era sbiadito e i biancoazzurri, per la prima volta, tornavano a giocare da protagonisti un campionato, sia pure di serie C. La partita era Pescara-Bari, la squadra di Cervato aveva l'occasione per avvicinarsi alla capolista pugliese, accorsero in ventimila, come mai era capitato da quando era stato inaugurato lo stadio. Fu una festa grazie alla prodezza del centravanti Guizzo quasi allo scadere, fu pure un fuoco di paglia visto che quella squadra non riuscì poi a mantenere le promesse e le sue ambizioni. Seguirono anni di delusioni e di calvario con l'Adriatico spesso semivuoto fino a quel torrido pomeriggio del giugno del 1974.
Era la penultima di campionato, il sogno bello e possibile era la promozione in serie B, col Lecce che seguiva a un solo punto la squadra di Tom Rosati era praticamente uno spareggio. Un caldo pazzesco, a mezzogiorno si era già dentro lo stadio, al fischio d'inizio più di ventimila spettatori, il massimo della capienza, probabilmente nacque quel giorno una passione che, nel corso degli anni, non si è mai spenta. Giusto un brivido all'inizio della ripresa quando Riccio-gol Ferrari portò in vantaggio i pugliesi, lo stadio ammutolito ma solo per qualche minuto, poi una bolgia, un tifo mai visto per aiutare la squadra a centrare la rimonta.
Il lieto fine lo firmò Vincenzo Zucchini, il futuro capitano, segnando di testa sotto la curva sud il gol del pareggio che valeva mezza serie B, aspettando il trionfo di Latina di sette giorni dopo. Era nato il feeling, tre anni dopo, con Cadè in panchina, un'altra partitissima da pienone, ancora alla penultima giornata. Dall'altra parte l'Atalanta, di nuovo in palio la promozione. Un salvataggio di Rocca sulla linea negò la vittoria ai biancoazzurri, la serie A sarebbe comunque arrivata agli spareggi, assieme ai quarantamila di Bologna. Per l'occasione fu ristrutturato e ampliato lo stadio, ora c'era posto pure per i tifosi degli squadroni, il Napoli, il Milan, l'Inter, la Juve, sempre gare da tutto esaurito (la capienza era ora di 30 mila posti, per Italia - Polonia nel 1984 furono addirittura in 40 mila) ma quasi sempre erano gli altri a far festa. Tante le sconfitte che non riuscirono però a spegnere la passione per una squadra che ci metteva comunque passione e qualità. Il gioco appunto, quello che negli anni a seguire ha sempre contribuito a tenere in piedi il profondo legame tra il Pescara e i suoi tifosi.
Fu così negli anni di Galeone con i trentamila a far festa dopo il gol di Bosco che valeva la A contro il Parma, un pienone da applausi con vittoria anche nella massima serie grazie agli acuti di Pagano e Junior contro la Juve, di nuovo tutto lo stadio in festa nel 1992 dopo il pareggio con l'Udinese che bastava per il gran salto.
E da lì in poi pienone ha continuato a far rima quasi sempre con promozione. Gli spareggi vincenti contro Sambenedettese e Martina con Ivo Iaconi nel 2003, la prodezza di Ganci contro il Verona che riportava in B la squadra di Di Francesco, lo show lungo un'intera stagione con Zeman fino all'acuto di Pippo Maniero che chiudeva la festa contro la Nocerina e garantiva il primo posto in classifica in un tripudio di bandiere biancoazzurre. E nel solco tracciato più di quarant'anni fa da Vincenzo Zucchini con quel gol al Lecce, ecco il Pescara di Oddo, capace di infiammare di nuovo un'intera città per un'impresa bella e possibile.
L'anno scorso non bastò per spazzar via il catenaccio del Bologna, il nuovo assalto riparte questa sera contro il Novara con la carica dei sedicimila trascinati da una squadra capace di provarci e di vincere dando spettacolo. Niente scherzi, allora, è qui che deve essere la festa. Oltre alla curva Nord, esauriti i settori Distinti e Tribuna Majella superiore. Restano a disposizione 3.000 tagliandi di curva sud e poco meno di 2.000 di Tribuna Majella inferiore. Da Novara arriveranno in pochi: sono appena 70 quelli che credono nell’impresa.
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