Il pugno di rabbia all’arrivo «Era un urlo liberatorio»

Milan racconta il trionfo: «Mai avrei pensato di vincere una tappa, ero incredulo» Il belga Evenepoel: «Io e la squadra siamo stati bravi a restare lontani dai guai»
SAN SALVO. Quasi 60 kmh sulla Costa dei Trabocchi per Remco Evenepoel, sfiorato il muro dei 70 dal campione olimpico della pista Jonathan Milan. Che volata sul lungomare di San Salvo per l’italiano della Bahrain, uno sprint fatto a velocità impressionante e che risposta dei tanti appassionati che hanno gremito le strade della corsa rosa. Per Jonathan Milan è la prima vittoria al Giro e per un azzurro dovrebbe essere il giorno più bello della carriera. Ma per chi ha vinto anche un’Olimpiade la scelta diventa difficile. «È uguale per me. Una vittoria regala sempre grandi emozioni. Per me questa al Giro è importante come quella delle Olimpiadi di Tokyo. E vi dico che pista e strada hanno lo stesso valore. Non abbandonerò mai l’una per seguire solo l’altra». Jonathan Milan in mixed zone ha gli occhi lucidi e un sorriso che non si interrompe mai. E l’Abruzzo deve essere piaciuto tanto anche a lui. Ieri Evenepoel aveva detto: «Tornarci in vacanza? Perchè no?». E Milan - 22 anni friulano di Tolmezzo - si è messo in scia al campione del mondo. «Questi posti sono bellissimi, ci potrei anche tornare. In vacanza? Certo». L’Abruzzo da ieri avrà un posto particolare nel cuore del giovane velocista azzurro. «I miei compagni sono stati fantastici. Loro mi dicevano di restare tranquillo e di stare protetto. Per me sono stati fondamentali». Soprattutto nel finale quando una caduta ha spezzato il gruppo facendo perdere terreno a Pedersen e a qualche favorito per la classifica finale. E quel pugno di rabbia appena tagliato il traguardo? «Ho ripensato alle tante cose che mi sono accadute e alle difficoltà che ho avuto. È stato come un urlo liberatorio». Milan sembra incredulo: giovanissimo con i suoi 22 anni, ha provato a spiegare le altre sensazioni vissute dopo lo striscione d’arrivo. «Mai avrei pensato di poter vincere al Giro d’Italia. Quando ho tagliato il traguardo ero scioccato». Ma in cuor suo, e ci mancherebbe altro, la felicità era tanta anche se chi ha vinto le Olimpiadi conosce bene il significato della parola emozione. «Una giornata fantastica per me. Fantastica davvero. La tappa era perfetta per le mie caratteristiche anche se una salita all’inizio era stata affrontata con un buon ritmo. Abbiamo fatto tutto alla perfezione con la squadra che ringrazio ancora. Pasqualon mi ha portato fino ai 300 metri e poi ho solo dovuto sprintare».
Sembra tutto facile, in realtà saltare Kaden Groves e vincere toccando i 70 km/h non è che si fa tutti i giorni. Passato qualche minuto in mixed zone, Milan ripercorre il suo 2023. «In questa stagione ero partito bene. Poi qualche caduta ha rovinato i piani. Avevo accumulato tanta stanchezza. Prima del Giro ho ricaricato le batterie per essere pronto e questo è un piccolo riscatto per me». Jonathan Milan è anche la nuova maglia ciclamino che premia il corridore leader nella classifica a punti. Mads Pedersen è il grande favorito per la vittoria finale a Roma in quella classifica, ma sognar non costa nulla. E chi continua a vivere il suo sogno è il campione del mondo Remco Evenepoel. La caduta nel finale ha messo paura a tanti corridori. Nessun problema, invece, per la maglia rosa che anche oggi da Vasto ripartirà con il simbolo del primato. «Siamo stati bravi a rimanere lontano dai guai. Per fortuna sono riuscito ad evitare la brutta caduta che c’è stata nel finale. Questa mia prima giornata in maglia rosa è stata davvero speciale».(e.g.)
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