Il record di Cantagalli: «Dedicato a papà Luca»

10 Novembre 2020

In Italia nessuno meglio del 21enne figlio d’arte della Sieco Impavida: 46 punti in una gara

ORTONA. Il papà Luca, detto Bazooka, Cantagalli la storia l’ha fatta conquistando successi e trofei negli anni Novanta; il figlio Diego, a 21 anni, ci è entrato stabilendo il record di punti nel corso di una partita di pallavolo: 46 nei cinque set disputati in Sieco Impavida Ortona-Emma Villas Siena 3-1, di domenica scorsa valida per la quarta giornata della serie A2. Una partita lunghissima in cui i senesi hanno avuto un match ball nel quarto set per poi capitolare ai vantaggi (16-14) al tie-break. E il mattatore dell’incontro è stato proprio Diego Cantagalli, professione opposto, in particolare giornata di grazia. «Una di quelle domeniche in cui provi a fare tutto e tutto o quasi riesce. E più trovi soddisfazione in quello che stai facendo più cerchi di ottenere il massimo da te», racconta orgoglioso di se il giorno dopo.
Nell’epoca del rally point system nessuno ha fatto meglio in una gara. «Mi sono reso conto di quanto accaduto solo alla fine», racconta il figlio d’arte, «anche se i miei compagni nel quarto set mi hanno mormorato qualcosa in campo: “Di questo passo fai il record...”. Ma io non ho dato peso a quelle parole, perché ero concentrato sull’incontro». 46 punti sono tanti. «Devo ringraziare Matteo Pedron, il palleggiatore, che mi ha dato fiducia. C’è un ottimo feeling con lui, anche fuori dal campo. E devo dire che si fida di me, perché mi alzava anche palloni difficili». Quasi tutti finiti a punto. «L’anno scorso a Brugherio, in A3, ero arrivato a 36. Ma, detto francamente, non pensavo di arrivare fino a questa quota. Sono contento, anche se è il caso di cominciare a pensare anche a Cuneo che arriverà a Ortona domenica prossima». Subito dopo la partita la notizia ha fatto il giro del mondo della pallavolo in cui il cognome Cantagalli ha un fascino e una storia. Non certo banale. «Mi hanno chiamato tutti, mi ha fatto i complimenti anche la Lega». E papà? «Anche lui si è complimentato, ma credo che mi avrebbe voluto abbracciare forte. Non è possibile, per via della pandemia, vorrà dire che sarà un abbraccio ancora più intenso quando ci rivedremo».
Il papà e la famiglia a Modena, lui, single, a Ortona a schiacciare palloni. «La dedica? Non può che essere indirizzata ai miei genitori, in particolare a papà. È una persona fantastica. Lo ringrazio per avermi spinto a fare sport, senza alcuna pressione per la pallavolo. Io ho iniziato a fare il nuoto, poi il basket e, infine, mi sono innamorato della pallavolo». Che è la disciplina sportiva che ha fatto grande Luca, schiacciatore anni Novanta, capace di conquistare 7 scudetti, 4 coppe dei Campioni e 6 coppe Cev più i trionfi con la maglia della Nazionale con cui ha vinto tutto tranne le Olimpiadi. Oggi a 55 anni opera nel settore della ristorazione ed è allenatore in seconda a Modena (Superlega) dove viene chiamato il sindaco per i suoi trascorsi pallavolistici. «Beh, questo record ha sorpreso anche me», ha detto Luca Cantagalli, «non che non credessi nelle qualità di mio figlio, ma devo dire che sta bruciando le tappe. Ha fatto gavetta e sta risalendo la china in fretta. Sono prudente come padre quando parlo di mio figlio, ma so che è molto determinato e ha qualità». Da tecnico invece che cosa si sente di dire? «Credo che abbia dei margini di miglioramento nella gestione delle palle brutte, questo avverrà con il tempo; e secondo me può fare meglio in battuta».
Diego è nato a Palermo, visto che il papà dal 1998 al 2000 ha giocato nel capoluogo siciliano. È il più grande dei due figli maschi, l’altro Marco, 18 anni, gioca nelle giovanili del Modena.
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