Il rimpianto di Troest: peccato, si poteva vincere

Il difensore del Lanciano: «In dieci abbiamo sofferto, ma il pari ci soddisfa» L’altro ex Grossi salutato dagli applausi: «Bravi a reggere l’urto del Varese»
VARESE. Nel calcio non sempre si dimentica. E’ quello che è successo proprio a Stefano Grossi. Il bello del calcio è anche questo: vedere uno stadio intero che compie una standing ovation per un giocatore della squadra avversaria al momento della sostituzione; uno stadio intero che applaude un calciatore che una volta era un suo beniamino, mentre adesso è uno dei tanti avversari che si presenta tra le mura amiche. Grossi commenta così il tributo del Franco Ossola e le sensazioni provate. «Sono stato contento dell’accoglienza che mi ha riservato il pubblico varesino, perché lasciare un buon ricordo di sé fa sempre piacere». Si passa poi all’analisi del match e Grossi quasi fa eco al suo allenatore D’Aversa: «Molto bene il primo tempo, l’espulsione di Thiam ci ha messo in grossa difficoltà e ha smosso una partita che fosse era già in cassaforte. In inferiorità, come è giusto, abbiamo dovuto stringere i denti, ma siamo stati bravi a mantenere almeno un pareggio fino alla fine, il quale era il nostro obiettivo minimo».
Grossi è stato sostituito cinque minuti prima del gol del pareggio di Neto Pereira; il cambio però non è stato un problema, anzi si può dire che fosse già deciso dal tecnico dei frentani D’Aversa: «Sono stato sostituito perché non ho ancora i novanta minuti nelle gambe, avendo saltato il ritiro. Mi sto mettendo in forma, piano piano arriverò alla condizione ideale, la quale mi permetterà di dare il 100% per il mister e per i compagni». L’ala ex Varese non si tira indietro davanti a domande riguardo l’obiettivo stagionale del Lanciano: «Prima cosa che dobbiamo fare è pensare partita dopo partita, dando il massimo sempre, come se ogni match fosse una finale. Sicuramente il nostro obiettivo principale è quello della salvezza, da raggiungere il prima possibile, poi si vedrà. Non escludiamo un cambio di obiettivo come è successo nella passata stagione, ma ora meglio pensare al presente e alla prossima partita in casa contro il Frosinone». Applausi non solo per Grossi, ma anche per il difensore danese Magnus Troest, autore di una prestazione su buoni livelli. Troest ha giocato per due stagioni a Varese segnando anche sette gol, una cifra niente male per un difensore e non dimenticata dal pubblico di fede biancorossa: «Credo che abbiamo fatto una buona gara, sapevamo che sarebbe stata una partita difficile per noi. Siamo partiti benissimo, segnare nei primi minuti è sempre fondamentale; poi però abbiamo fatto più di un’ora in inferiorità numerica ed è stato ancora più difficile. Abbiamo tenuto duro e siamo riusciti a portarci a casa un risultato positivo. Siamo contenti, anche se forse avremmo potuto vincere».
Troest analizza la tattica di gioco impostata dal tecnico D’Aversa: «Siamo arrivati a Varese con l’idea di aspettare gli avversari e ripartire sfruttando la velocità delle nostre ali. Quando poi vai in vantaggio dopo quattro minuti è normale che si giochi in contropiede. Nonostante questo, nel primo tempo, fino all’espulsione di Thiam, abbiamo fatto noi la partita e chi ha visto il match può confermarlo».
Anche il centralone danese esprime due parole sul suo dolce ritorno a Varese: «Io mi trovo sempre benissimo quando torno qua, è un piacere. Ho vissuto alla grande i due anni passati a Varese, inoltre la gente continua a volermi bene anche se non gioco più per i colori biancorossi».
Infine, Troest, come Grossi, conferma l’obiettivo stagionale del Lanciano: «L’obiettivo è la salvezza, poi vediamo. Se come l’anno scorso ci salviamo in anticipo, tanto meglio».
Emanuele Prina

