Il ritorno di Crecco, dalle lacrime alla gioia per il gol

La rottura della rotula il 30 aprile, sabato all’esordio a Potenza subito in rete: mesi duri, solo chi mi è stato vicino può capire
PESCARA. Gol, sorrisi e lacrime 161 giorni dopo l’ultima gara giocata in campionato. Assist di Lescano e palla in rete. Luca Crecco è tornato a gioire dopo quel triste 30 aprile, quando si ruppe la rotula durante Vicenza-Lecce, con l’attuale centrocampista del Pescara che all’epoca giocava nel club veneto. Un calvario lunghissimo per la 27enne mezzala biancazzurra, tornata ad agosto in Abruzzo dopo le ultime due stagioni in prestito tra Vicenza e Cosenza. «Sono stati mesi duri per me, solo chi mi è stato vicino lo può capire. Sono contento di essere tornato al 100% e per aver contribuito a questa vittoria. Il duro lavoro ripaga sempre», ha scritto ieri sui social il centrocampista cresciuto nella Lazio. Dopo il gol al Potenza, Crecco davanti alle telecamere si è commosso ricordando quei mesi terribili, tra interventi, riabilitazione e tanti giorni lontano dal campo.
Sabato è tornato a giocare una gara di campionato e, in soli 9 minuti, ha messo il suo nome a referto. Braccia al cielo e un lunghissimo urlo di liberazione. «Per me il calcio è tutto ed è stato difficile passare tanto tempo fuori per infortunio». Quello segnato domenica è il quarto gol in 58 partite giocate in tre stagioni e mezzo con la maglia biancazzurra. «Questo gol è dedicato alla mia ragazza (Loana, ndr), che è sempre stata al mio fianco e che pochi giorni fa ha fatto il compleanno», racconta Crecco, cresciuto nella Lazio e troppo presto dimenticato dal club biancoceleste (a 17 anni l’esordio in serie A).
Simone Inzaghi è stato il suo padre calcistico. «Un maestro. L’ho avuto cinque anni nelle giovanili della Lazio», disse qualche tempo fa il centrocampista del Pescara, parlando dell’attuale allenatore dell’Inter. Dentista mancato, ama la montagna e il rap, non a caso uno dei suoi più cari amici è Briga, rapper romano lanciato dal talent “Amici” di Maria De Filippi. Suo padre, Daniele, medico dentista, ha sempre sperato di vederlo con il camice. «Io sono dentista, speravo che Luca proseguisse questa strada, mi sarebbe piaciuto, ma la sua passione è da sempre il calcio ed è giusto che la viva», ha raccontato qualche anno fa il padre Luca Crecco, che ha provato anche a spingerlo verso la pesca sportiva. «Ci abbiamo provato, niente. Sono un appassionato di pesca, quando era piccolino ho provato a portarlo con me. I risultati? Scarsi, non era tra le sue aspirazioni. Provammo anche col nuoto, faceva il faccino triste, era una faticaccia portarlo in piscina. Per il pallone era sempre pronto, anche 20 minuti prima». In estate è tornato al Pescara per provare a centrare la promozione in serie B. Crecco non ha mai fatto la C e questo è il primo anno, ma ha già fatto capire che per il Delfino è pronto a rimboccarsi le maniche.
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