Il ritorno di Sansovini: Pescara sempre nel cuore

2 Ottobre 2014

Il centravanti ceduto dopo la promozione in A guiderà l’Entella all’Adriatico

PESCARA. Ormai è quasi un’abitudine. Marco Sansovini si appresta a ricevere un altro abbraccio dai suoi vecchi tifosi. Sabato l’ex capitano biancazzurro, ora centravanti della Virtus Entella, sfiderà di nuovo il suo passato. «Non è una partita come le altre», afferma Sansovini, «quando torno all’Adriatico provo sempre forti emozioni. A Pescara ho lasciato il cuore e tanti amici. Con la maglia biancazzurra ho raggiunto il massimo livello della mia carriera».

Il revival di emozioni comincia il 5 ottobre di un anno fa. Durante la gara tra Pescara e Spezia, Sansovini fa il suo ingresso alla fine del primo tempo con i biancazzurri avanti di una rete. L’ex Giovanni Stroppa, allora tecnico del club ligure, lo fa entrare al posto di Moretti e lui dà il via all’azione che porta al pareggio definitivo messo a segno da Bovo. Le strade si incrociano di nuovo il 3 dicembre 2013 durante Spezia-Pescara di Coppa Italia. Sul finire del primo tempo Sansovini segna la rete del raddoppio. Dopo 31 minuti il Pescara, già sotto di un gol e ridotto in nove uomini a causa delle espulsioni di Zuparic e Cutolo, chiude con una sonora sconfitta (3-0). L’ultima volta venerdì 25 aprile nel corso della sfida casalinga contro il Novara che lo scorso gennaio lo preleva dallo Spezia. Anche in questa circostanza la sfida termina in parità (0-0) e Sansovini riceve una ricca dose di applausi. Dunque, nelle tre gare disputate contro la sua ex squadra, il bomber romano non è mai uscito battuto: il bilancio è di due pareggi e una vittoria. «Ogni partita ha una storia a sé. Sabato sarà dura perché il Pescara avrà una grande voglia di batterci. Sono sorpreso per questo avvio di stagione pieno di difficoltà, ma ho la convinzione che prima o poi i biancazzurri risaliranno la classifica. Basta dare un’occhiata ai calciatori che compongono la rosa per rendersi conto che la posizione non c’entra niente con le reali potenzialità. Inoltre, ho notato che la buona sorte non ha assistito il Pescara in queste prime giornate di campionato».

Il bilancio in biancazzurro del “Sindaco”, come viene chiamato affettuosamente dai pescaresi, è di 113 presenze e 31 gol realizzati, con due promozioni all’attivo: la prima in serie B con Eusebio Di Francesco nella stagione 2009-2010, l’altra in A con Zdenek Zeman nel 2011-12. Al termine di quel torneo indimenticabile il rapporto con il Pescara si interrompe, non senza qualche strascico polemico. «I dirigenti non hanno voluto prolungarmi il contratto», disse allora, «ci sono rimasto male, ma ormai è acqua passata. Non potrò mai cancellare i quattro anni trascorsi a Pescara». Ora la sua ultima sfida: raggiungere la salvezza con l’Entella. A 34 anni Sansogol non vuole smettere di segnare. Ha già fatto tre gol: una doppietta a Trapani e, contro il Bologna, la prima storica rete in B della formazione ligure. «A livello personale questa nuova avventura è iniziata abbastanza bene, ma ciò che conta è il rendimento della squadra. Ci siamo sbloccati con la prima vittoria, il cammino è ancora lungo».

Il suo contratto scade nel 2016. Poi deciderà se prolungare la sua da calciatore oppure tentare una nuova carriera. «Ho ancora tanta voglia di correre sul campo da gioco. Poi vedremo, comunque mi piacerebbe restare in questo mondo. Ho già preso il patentino di allenatore di base». Il primo dovere, però, è tornare da Pescara con qualche punto in tasca. Magari lasciando un’altra volta il segno ed evitando esultanze smodate. «Segnare è la cosa più emozionante per un giocatore. Se dovessi riuscirci, di sicuro non mi capiterà di mancare di rispetto nei confronti dei miei vecchi tifosi». Anche perché Sansovini continua a frequentare la città. «Ogni volta che c’è la possibilità vengo a Pescara con la mia famiglia. L’ultima è stata un paio di mesi fa, sono rimasto solo due giorni, ma tornare è sempre un piacere».

Giovanni Tontodonati

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