Il Roseto sconfitto e felice Trullo: «C’è entusiasmo»
La Bakery Piacenza passa il turno, ma deve sudarsi la vittoria fino alla fine Subito out Ruggiero, Lucarelli ha in mano il canestro del sorpasso: palla sul ferro
RIMINI. Come uscire da un quarto di finale di coppa Italia ed essere felici. Con questo spirito è tornata a casa la Liofilchem Roseto, sconfitta ieri nel match con Piacenza per 69-71, in una gara che però ha visto i biancazzurri primeggiare dal punto di vista mentale.
Una reazione, quella della squadra rosetana, di altissimo livello rispetto alle contingenze con le quali era arrivata alla palla a due: i giocatori arrivavano da 14 giorni di quarantena avendo svolto solo quattro allenamenti, l’ultima partita ufficiale risaliva a quasi un mese prima, e l’indisponibilità del play Di Emidio. E se quando, dopo solo 14 secondi di gioco, ti ritrovi senza Ruggiero per una botta al quadricipite, e di fronte c’è la squadra che sta dominando il girone B, talmente lunga, fisicamente strutturata ed atletica da aver perso finora la miseria di due partite, lì si vede di che pasta sei fatto. E la risposta è stata tra le più convincenti: tutti ci hanno messo la massima applicazione e concentrazione con un Serafini gladiatorio, un Lucarelli che fermo da un mese e mezzo dava spettacolo nel finale e un Amoroso leader naturale prezioso ovunque, in ogni lettura del gioco d’attacco come in ogni furbizia difensiva. Contro una squadra come Piacenza, che gioca a ritmi alti privilegiando in modo sistematico il contropiede, coach Trullo aveva preparato il match in modo chiaro: «Dobbiamo tenerli sotto i 70 punti», era stato il suo diktat, e i suoi non lo hanno deluso. Un primo quarto frizzante grazie ad un Nikolic strepitoso in attacco, un secondo quarto dove Piacenza chiudeva avanti di 7 punti approfittando a suon di contropiede di un piccolo blackout difensivo intorno al minuto 17, un terzo quarto dove Roseto sprofondava al -11 (35-46 al 23’), ma poi - mettendosi a zona - recuperava fino al -2 (46-48 al 28’) ed infine un’ultima frazione quasi epica. Si partiva con un Lucarelli spaziale che infilava 11 punti in 2 minuti che facevano risalire i rosetani dal -9 al +4 (59-55 al 34’) con Piacenza ad affidarsi saggiamente al duo di esterni Perin-Vico per reggere l’urto e rilanciare (61-67 al 39’). Ultimo minuto quasi perfetto: Lucarelli con un solo errore sui tre liberi concessi, a 16 secondi la tripla di Amoroso e poi ancora Sebastianelli siderale da 3 punti a 9 secondi dalla fine: dall’altra parte il solo Perin a rintuzzare e 69-70 sul tabellone mentre con 3 secondi sul cronometro e il piacentino Udom a segnare un solo libero. Roseto l’ultimo tiro per vincere lo metteva in mano a Lucarelli: da 9 metri, ma toccava solo il ferro. Coach Trullo a fine gara commentava: «Ultimamente abbiamo potuto lavorare poco, ma lo abbiamo fatto con entusiasmo. Dopo questa prestazione ci rituffiamo nel campionato: domenica 11 avremo in casa la capolista Cividale, senza scordare che abbiamo tre gare da recuperare, sperando di riavere Di Emidio e Ruggiero». Insomma Roseto è andata solo vicina al miracolo e torna a casa da queste finali, ma se non ci fosse la pandemia avrebbe sicuramente trovato i tifosi ad applaudirla. (r.m.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

