Il Roseto è a un passo dalla salvezza

14 Maggio 2018

Gli Sharks giocano con poca intensità e sono costretti a inseguire Napoli per metà partita ma la spuntano nel finale

ROSETO. Roseto si porta uno a zero nella serie che regalerà alla vincente la permanenza in serie A2, ma lo fa con poca allegria. C’è infatti poco da sorridere, se non per una vittoria che giustamente conta tantissimo in questa fase conclusiva della stagione. Quel che ha lasciato interdetti i tifosi è stato il modo col quale la squadra ha affrontato un impegno così importante, non riuscendo a giocare con la giusta intensità, se non per brevi sprazzi del match: troppo poco per la squadra favorita della serie, almeno a leggere i nomi dei giocatori in campo, troppo poco se agli avversari manca pure l’uomo più forte, quel Turner in panchina per onor di firma fermo per problemi alla caviglia, che non si sa se verranno risolti in tempo per gara-2.
L’avvio di gara è stato rivelatore di quel che sarebbe poi successo: pronti via, ed il pivot del Napoli Caruso che se ne va comodamente a segnare da sotto, contemplato dalla difesa rosetana. È un Roseto molle, dove nessuno aiuta e dove i napoletani hanno vita facile: in tre minuti è già 2-10 per gli ospiti, che diventa 11-20 al 6’, numeri impietosi per una difesa inguardabile. E meno male che Thomas, l’americano superstite del Napoli, commette subito il suo terzo fallo, anche se i rosetani non saranno capaci di caricarlo del quinto. Chi prova a ricucire è il solito Contento, suoi i sette punti che riportano gli Sharks vicini, al 10’ 21-24, con i padroni di casa forse ad aspettare che la stanchezza per le scarse rotazioni faccia rallentare i napoletani, ma non sarà così. Al 14’ un canestro di Lupusor per il 29-28 dà l’illusione del sorpasso, ma non è aria: Mastroianni e Thomas con due triple ricacciano indietro i rosetani, che poi abbassano le orecchie quando Ogide sbaglia una schiacciata, subito punito da una tripla di un Mascolo: al 20’ è 45-47 per gli ospiti, con gli Sharks che nei primi 18 minuti hanno commesso l’inezia di quattro falli, a riprova di un approccio morbido al match.
L’intervallo lungo permette al coach biancazzurro di strigliare i suoi e la cosa funziona: gli Sharks piazzano un parziale di 11-0 che sembra buono per indirizzare la gara. Niente di più sbagliato, Mascolo da 3 e poi un Vangelov immarcabile al 27’ scrivono 58-56 e tutto da rifare, col terzo quarto che si chiude 64-60: Roseto si ritrova proprio dove non voleva, ad iniziare l’ultimo quarto sul punto a punto. Al 36’, sul 71-66, la chiave del match: Ogide prende un rimbalzo in attacco, va per schiacciare ma si stampa di nuovo sulla staffa del canestro. Meno male però che sul ribaltamento di fronte Thomas sbaglia una clamorosa tripla aperta. È il momento buono di Carlino, che da lì in avanti segnerà 6 punti pesanti, ottimi per tenere lontani gli ospiti partenopei, che recriminano giustamente per alcuni fischi sfavorevoli nel finale di partita.
Finisce con le tribune felici di tirare un sospiro di sollievo: la missione è compiuta, ma gli Sharks hanno giocato un match con pochissima intensità sia in difesa che in attacco, troppo spesso leggendo male le situazioni di gioco. Ci si aspettava invece una prova di forza, quella concentrazione che sarà necessaria se si vuol andare a chiudere i giochi giovedì al PalaBarbuto di Napoli. Anche perché una eventuale gara-3 al PalaMaggetti farebbe piacere solo al cassiere rosetano.
Marco Rapone
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