Il San Nicolò inciampa a Isernia

I biancazzurri subiscono gol a freddo e non riescono a rimontare
ISERNIA. Terza sconfitta di fila in trasferta per il San Nicolò, che a Isernia va subito sotto su rigore e non riesce a riaprire la partita. Passano cinque minuti dal via e c’è un contatto nell’area del San Nicolò tra Mingione e Mozzoni. Per l’arbitro il secondo ha commesso fallo ed è rigore. Dal dischetto Panico trasforma e cambiano tutti i piani. Il vantaggio galvanizza i molisani che insistono, complice la mancanza di reazione degli abruzzesi, e nel primo quarto d’ora per ben tre volte l’Isernia va vicina al 2-0. Se nel primo caso è l’esterno Mingione a sbagliare la mira, nelle altre due è determinante Calore.
Il San Nicolò del primo tempo è tutto nei 5 minuti che intercorrono tra la conclusione dalla distanza di D’Egidio, che non centra la porta, e quella debole e centrale di Casolla alla mezz’ora. I ragazzi di Epifani non riescono a penetrare nella difesa di casa, chiusa a riccio, e soprattutto mancano della giusta cattiveria per farsi rispettare dagli avversari. Dopo pochi minuti della ripresa Epifani prova la carta Moretti, ma la partita non cambia. E il San Nicolò non sfrutta neanche l’ultima mezz’ora giocata in superiorità numerica, conseguente all’espulsione per doppia ammonizione di Giraldi. È anzi l’Isernia ad avere altre due occasioni buone per il raddoppio, prima con una èunizione di Ruggieri e poi con una conclusione del solito Mingione su cui Calore si fa trovare pronto. Poco dopo la mezz’ora, arrivano in contemporanea gli ingressi di Massetti e Cichella. L’Isernia arretra ulteriormente a difesa del vantaggio. Solo nel finale il San Nicolò cinge d’assedio l’area locale. E manca anche un pizzico di fortuna, quando al 38’ Merlonghi colpisce il palo e sulla ribattuta Bucchi, di testa, non centra lo specchio. Dopo 5’ di recupero arriva il triplice fischio. Un rabbuiato Epifani raggiunge gli spogliatoi. «Non è stato un bello spettacolo», commenta, «a cominciare dal rigore che non c’era. E poi l’ambiente che si è creato intorno, dai palloni sgonfi alle perdite di tempo. Capisco che l’Isernia si deve salvare, ma chi ha visto la partita si è reso conto che non è stato un bello spot per il calcio».
Marco Salvatore

