Il segreto di Amenta: io e Aquilanti giochiamo a memoria
La difesa rossonera è tra le migliori e l’esperto centrale è tornato protagonista dopo una stagione in disparte
LANCIANO. Cinque presenze su 5 partite e con lui la difesa della Virtus è tornata ad essere una delle migliori del campionato. Con 4 gol subiti è seconda solo a Cesena e Perugia a quota tre reti incassate. Dopo un anno di purgatorio, è tornato nel paradiso, a calcare il campo con continuità e con buone prestazioni. E’ Federico Amenta, il gigante delle difesa rossonera – 190centimetri – che è arrivato a Lanciano nel 2008 come centrocampista ed è stato spostato al centro della difesa prima da Pagliari, poi da Camplone nel 2010 ed è quindi uno della vecchia guardia. Amenta che parla davvero poco. Lo ha fatto pochissimo negli anni d’oro della promozione in B, del primo anno tra i cadetti con Gautieri e soprattutto nella stagione con Baroni in panchina, quando ha disputato quasi tutte le partite diventando uno dei migliori difensori centrali della serie B, mettendo in mostra anche vizietto del gol (sei più una rete regolare annullata a Bari e un palo contro il Padova). Anni d’oro fatti di lavoro e silenzio a cui è seguito un anno, quello scorso, davvero buio. Solo 11 gare e un solo gol realizzato. Tante difficoltà e tristezza, vissute sempre lontano dai riflettori, senza un commento, una frase detta a mezza bocca. Nulla. Ma è acqua passata, Amenta è tornato a parlare, in campo, accanto al suo compagno storico di reparto, Antonio Aquilanti. Che proprio come ha fatto Amenta, con il passare degli anni, migliora. «Potremmo dire che sia una "coppia antica", siamo ritornati alla coppia del primo anno di serie B», ha detto il 36enne difensore romano, «io e Antonio ci conosciamo a memoria ed è un vantaggio per entrambi. Poi, lui è un giocatore incredibile che non si risparmia mai, ed è bello giocargli accanto».
Una coppia collaudata che è pronta ad affrontare la stagione nonostante l’agguerrita concorrenza, essendoci in squadra molti difensori centrali che ambiscono ovviamente a scendere in campo con la maglia da titolare. «Noi continuiamo a dare il massimo», ha detto Amenta, «e andiamo avanti guardando alle nostre certezze, quelle di una squadra che si vuole salvare, che scende in campo con l'umiltà di chi conosce i propri limiti, ma che ha il coraggio di affrontare tutti gli avversari con la stessa voglia di vincere e di dare sempre qualcosa in più rispetto a quello che abbiamo. Sabato contro lo Spezia mancheranno delle pedine importanti a causa degli infortuni (Aridità, Piccolo, Turchi e Marilungo e con Ferrari in forse, ndc), ma sono molto fiducioso per coloro che prenderanno il loro posto. La nostra non è una squadra con degli attori principali, siamo tutti disposti a sacrificarci e, seppure saranno delle assenze di valore, come al solito il gruppo farà ancora sentire la sua forza e la sua coesione. Dunque, credo che prima di tutto sia importante scendere in campo con una gran voglia di fare bene e di mettere in pratica quello che abbiamo provato in settimana, il resto verrà da sé».
E ci si aspetta un risultato positivo contro lo Spezia che punta ai play off e arriva al Biondi dopo tre vittorie consecutive. «Lo Spezia è una squadra molto forte che è stata costruita per vincere», ha chiuso Amenta, «non è un caso che sia lassù in classifica (10 punti, terza con Cesena e Crotone, ndc). Sono anni che ci provano ad andare ai play off, in A, e credo che abbiano trovato la loro identità. Ma noi dobbiamo guardare in casa nostra e pensare a fare bene, anche sabato».
Teresa Di Rocco
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