Il sinistro di Fidanza continua a incantare

Due reti su punizione per l’attaccante celanese in forza al Marruvium (Seconda) che a 38 anni esibisce ancora la sua specialità: «La dedica è per mia mamma»
Quella rifilata domenica scorsa allo Scoppito è stata la sua prima doppietta stagionale. Due gol frutto di altrettante punizioni a giro, specialità della casa per Nico Fidanza, attaccante da due anni in forza al Marruvium, formazione militante nel campionato di Seconda categoria, girone A. 38 anni compiuti il 14 marzo scorso e oltre 300 reti in carriera, 167 delle quali segnate tra serie D (12) ed Eccellenza (155), Fidanza, pur tra le tante incombenze quotidiane, non rinuncia a quella che considera una grande passione. «Diversamente», conferma, «avrei lasciato da un pezzo, anche se, superata la trentina e complici alcuni gravi infortuni di gioco, è da tempo che ho preferito scendere di categoria, in modo da poter conciliare gli impegni di lavoro (in un'azienda celanese che si occupa di prodotti petroliferi, ndr) e quelli famigliari. Specie da quando è nata Michela, una splendida bimba di un anno e mezzo. A lei e mia moglie Cesarina cerco di dedicare il mio tempo libero e il fatto di non dovermi allenare tutti i giorni mi consente di non rinunciare al rito domenicale del campo». Che continua a calcare in maniera più che dignitosa (4 reti in 3 gare, sinora) dopo aver lasciato il segno ovunque abbia giocato. A cominciare dal club della sua città, Celano, nella cui prima squadra esordì a soli 16 anni, realizzando da subito 17 gol in 16 incontri. Da lì le esperienze con Civitanovese, Sulmona, Notaresco, ancora Celano, Francavilla, Valle del Giovenco, Chieti e Montegranaro, seguite da quelle (già citate) nelle serie minori, vestendo le maglie di Atletico Civitella Roveto (con l'attuale trainer del Chieti Lucarelli), Cerchio (assieme al fratello Felice), Sportland Celano, Collarmele e Marruvium. Gol a grappoli un po' ovunque (27 il record personale, nella stagione disputata a Notaresco, in Eccellenza) e svariate promozioni all'attivo. Cinque per la cronaca, più una Coppa Italia di Eccellenza (a Celano) e tre titoli di capocannoniere: col già citato Notaresco (Eccellenza), a Chieti (Promozione) e Cerchio (Prima categoria). Una carriera importante, la sua, costellata da tanti ricordi. «Il più bello», rammenta, «coincide con la mia prima rete ufficiale, nelle file del Celano. Lo è perché sugli spalti c'era mio padre Luigi, che sarebbe venuto a mancare l'anno dopo, quando ero appena 18enne. Peccato non abbia avuto il tempo di apprezzare i miei progressi, sotto rete».
Il più brutto, invece? «Sicuramente i due infortuni patiti nel 2003: a marzo mi ruppi infatti il ginocchio sinistro, a dicembre quello destro, e dato che nel frattempo avevo pure trovato lavoro, è lì che ho iniziato a considerare il calcio in maniera diversa, dando priorità ad altre cose».
Ma continuando lo stesso a segnare con regolarità: quasi esclusivamente di sinistro, ma da tutte le posizioni. E' accaduto, come detto, anche domenica scorsa, col portiere dello Scoppito (battuto per 4-3) costretto per due volte a raccogliere il pallone in fondo al sacco dopo altrettanti calci piazzati dal limite. «Finchè il fisico regge, continuerò a scendere in campo. E nel frattempo, mi dedico ai più giovani, allenando nella Scuola Calcio del Celano dell'amico Claudio Marinilli», svela Fidanza, per poi chiudere con una bella dedica: «A mia madre Marianna, per i tanti sacrifici fatti nel tirar su i suoi tre figli».
Stefano De Cristofaro
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