Il sogno del Teramo: Iaconi diesse e Vivarini allenatore

Acronzio, consulente del patron Iachini, attende la risposta del dirigente giuliese. Che stravede per il tecnico di Ari
TERAMO. Il salvataggio del Teramo è cosa fatta, o quasi. Il “quasi” è legato ai tanti adempimenti di carattere contabile e amministrativo che attendono la nuova proprietà nei prossimi giorni. Roba magari complicata, ma che a questo punto – raggiunte le intese economiche e date le strette di mano in pubblico sia per l’acquisizione dello stadio Bonolis, sia per l’acquisto della società – è impossibile possa pregiudicare l’operazione.
Salvato il Teramo da una fine che, vista la pesante situazione debitoria, sarebbe stata sicura, Franco Iachini ora deve pensare a costruire staff tecnico e squadra. La parte amministrativa, a cominciare dal dg Emilio Capaldi, al momento non sarebbe in discussione. Se Iachini vorrà cambiarla, ci penserà dopo. L’urgenza è invece individuare un direttore sportivo che scelga l’allenatore e, con lui, metta su una squadra in grado di competere per la promozione in serie B. Questo è l’obiettivo dichiarato di Iachini, che ammette di conoscere poco o niente il calcio ma sa che il calcio, in una piazza come Teramo, può diventare un business solo dalla serie B in su. Il suo uomo di fiducia, l’avvocato ed ex arbitro di C Fabrizio Acronzio, uno che mastica pane e calcio da quando era ragazzo e che nell’ambiente ha ancora molti contatti, ha trasmesso a Iachini un’idea ben precisa: bisogna prendere un ds vincente, uno con una storia che parla per lui. Il nome che si fa da giorni a Teramo è quello di una vecchia conoscenza del calcio abruzzese, il giuliese classe 1953 Andrea Iaconi. Che è inattivo da quattro anni, da quando cioè si concluse la sua avventura a Brescia, ma che a quanto pare non disdegnerebbe di tornare in campo e sposare l’ambizioso progetto di Iachini. Iaconi, di sicuro, non ha detto subito di no alla proposta che gli è arrivata da Teramo. Acronzio ora attende il suo definitivo sì. E comunque la risposta del ds giuliese – positiva o negativa che sia – dovrebbe arrivare a strettissimo giro. Perché le squadre si cominciano a costruire a giugno e il Teramo non può accumulare troppi ritardi.
L’eventuale sì di Iaconi aprirebbe la strada a un’ipotesi quantomai suggestiva: quella del ritorno sulla panchina del Teramo di Vincenzo Vivarini, il tecnico dell’indimenticabile stagione in cui il Teramo centrò la promozione in B salvo poi vedersela revocare dalla giustizia sportiva per i fatti di Savona. Vivarini è un tecnico che Iaconi stima molto, tanto che lo lanciò in prima squadra quando i due erano a Pescara. È vero che dopo Teramo l’allenatore di Ari ha lavorato solo in B (Latina, Empoli e Ascoli) e che ha ancora un anno di contratto con l’Ascoli, che non lo ha confermato. Ma, se il Teramo gli facesse una proposta economica importante e gli garantisse una squadra in grado di lottare per la B, Vivarini avrebbe validi motivi per ripartire dalla C. Sempre che nel frattempo tra lui e il Teramo non s’insinui un’offerta a cui non si può dire di no (negli ultimi giorni si vocifera del Palermo). E Agenore Maurizi? Il tecnico dell’ultima salvezza biancorossa non è ancora out con certezza. Ma una sua conferma appare sempre meno probabile.(d.v.)
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