Il sogno di Nicastro: «Darò tutto per restare»

Dopo anni di gavetta in Lega Pro, l’attaccante siciliano ha la sua grande chance Dovrà convincere Oddo a tenerlo in rosa: finora ha destato un’ottima impressione
PESCARA. È arrivato in punta di piedi, lontano dai riflettori, ma con una grande voglia di stupire. Riuscirà a convincere Massimo Oddo? Francesco Nicastro, dalla Lega Pro alla serie A, un doppio salto sognato da centinaia di calciatori. O meglio, dal penultimo campionato italiano a quello più ambìto, visto che la sua carriera iniziò sui campi polverosi della provincia siciliana. «A 15 anni giocavo titolare in Seconda categoria nell'Atletico Campofranco» - racconta Nicastro - in seguito entrai nel settore giovanile del Catania, che mi mandò in prestito Milazzo, Pisa, Bellaria e Rimini. Infine, ho militato per due stagioni nella Juve Stabia». In Campania, dal 2014 al 2016, ha collezionato 58 presenze segnando 16 reti. L'ottimo rendimento ha attirato l'interesse dei dirigenti biancazzurri, che hanno deciso di portarlo in Abruzzo. «Sapevo che il Pescara mi stava seguendo da un po'. Quando è arrivata la proposta l'ho subito accettata senza pensarci due volte».
Nei primi giorni di ritiro ha stupito tutti per le sue capacità. Nicastro, infatti, si è subito trovato a suo agio nei meccanismi di gioco di Massimo Oddo. L'attaccante, nato il 26 ottobre del 1991 a San Cataldo, in provincia di Caltanissetta, ha già imparato i movimenti richiesti dall'allenatore pescarese. «Darò tutto me stesso per dimostrare al tecnico le mie qualità cercando di convincerlo a darmi una possibilità. La concorrenza è agguerrita, so che nei prossimi giorni arriveranno altri giocatori, ma fino a quando ci sarà una piccola possibilità per restare in questo gruppo proverà a giocarmela».
Nessun problema di ambientamento, l'ex Juve Stabia si è già integrato con la la nuova squadra. «Faccio parte di un gruppo fantastico e le mie non sono parole di circostanza. Non è facile trovare uno spogliatoio unito come quello del Pescara. Oltre ai compagni, anche Oddo e i suoi collaboratori mi hanno accolto benissimo facendomi sentire importante. Ora tocca a me convincerli: questa è la mia grande occasione». A Campofranco, il paese dove è cresciuto, sono orgogliosi di lui. La speranza dei suoi fan è che l’attaccante possa calcare i campi della massima serie con la maglia biancazzurra, magari ripercorrendo, a dispetto dei pronostici, l'erede di Gianluca Lapadula. D'altronde, anche quest'ultimo arrivò dopo un ottimo campionato di Lega Pro a Teramo e dopo le prime uscite si prese la scena. Eppure, per molti Lapagol doveva essere la riserva di Andrea Cocco, poi sappiamo tutti come andò a finire. Francesco nasce come punta centrale, ma la sua velocità e la sua potenza gli hanno permesso di essere impiegato anche come esterno offensivo o seconda punta. «Pur di giocare sono pronto a ricoprire tutti i ruoli. Nessun problema, sono a disposizione dell'allenatore».
Tifoso juventino fino al midollo, Nicastro è cresciuto con il mito di Davide Trezeguet, ex bomber dei bianconeri e della Nazionale francese. Il Pescara lo ha preso a parametro zero, dal momento che il calciatore era in scadenza di contratto con la Juve Stabia. In questi giorni verrà valutato da Oddo, che a breve deciderà il futuro dell’attaccante siciliano. Il calcio è pieno di storie di giocatori che sono partiti dalle categorie inferiore e, al termine di una faticosa gavetta, sono riusciti a conquistarsi un posto sui palcoscenici più prestigiosi. L’ultimo in ordine cronologico è Jamie Vardy, ex operaio in una fabbrica di sostegni ortopedici, che il Leicester acquistò dal Fleetwood Town (Conference Premier, quinta serie inglese). Vardy ce l’ha fatta, Nicastro ci proverà. Come sempre, la sentenza arriverà dal campo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

