Il sogno di Spezialetti: vincere il Matteotti da ds

4 Settembre 2018

Il dirigente pinetese dell’Androni: «È l’edizione del rilancio e da abruzzese ci tengo a fare bella figura. Il Mondiale di Innsbruck? Se Nibali sarà in forma...»

TERAMO. Alessandro Spezialetti si gode qualche giorno di relax in Abruzzo prima di tornare in ammiraglia per affrontare gli ultimi impegni della stagione. Il ds pinetese, che dallo scorso gennaio è nello staff dell'Androni Giocattoli-Sidermec (formazione della categoria Professional), racconta al Centro come sta andando la sua esperienza nella squadra del manager Gianni Savio e affronta anche altri temi legati al ciclismo.
Che bilancio si può fare, finora, della sua avventura all'Androni Giocattoli-Sidermec?
«Più che positivo. Abbiamo ottenuto un buon numero di vittorie, siamo primi nella Ciclismo Cup e stiamo lanciando qualche corridore di belle speranze. Il 20enne colombiano Ivan Ramiro Sosa, recente vincitore della Vuelta a Burgos, correrà dal prossimo anno con la Trek-Segafredo (squadra World Tour che avrà anche il teatino Ciccone, ndc). L'ho visto crescere e può fare bene».
Che effetto le ha fatto affrontare a maggio il Giro d'Italia in ammiraglia ?
«Viverlo in bici è tutta un'altra cosa, ma le emozioni sono state ugualmente forti. Il primo Giro da direttore sportivo non lo dimenticherò, così come non dimentico il primo dei 14 Giri disputati da corridore».
Che cosa ha provato quando il gruppo ha reso omaggio alle vittime dell'hotel Rigopiano?
«Vedere Rigopiano senza l'hotel dà sensazioni brutte. Ricordo quando mi allenavo su quelle strade e vedere che lì non c'è più niente è un colpo al cuore».
Il 23 settembre si corre il Matteotti.
«Ce la giocheremo, con lo spirito di sempre. Se l'Androni è in testa alla Ciclismo Cup, d'altronde, un motivo ci sarà. Il Matteotti, da abruzzese, è una corsa speciale. Non l'ho vinto da corridore, sogno di riuscirci da direttore. Quest'anno, tra l'altro, per il Matteotti è l'edizione del rilancio. Ci saranno squadre importanti, perciò va onorato al meglio».
Dopo il Matteotti, il 30 settembre, c'è il Mondiale di Innsbruck. Nibali ha chance di vittoria?
«L'infortunio subito a luglio al Tour de France non ci voleva. Vincenzo, però, è un campione in grado di inventarsi sempre qualcosa come si è visto alla Milano-Sanremo. Bisogna lasciarlo tranquillo. A Innsbruck, se sarà in forma, Nibali si giocherà di certo le sue carte».
Lei conosceva bene Michele Scarponi, scomparso nell'aprile 2017 in un incidente con la bici. Quanto manca al ciclismo una figura come la sua ?
«Manca tanto. E' stata una persona straordinaria. Con lui ho condiviso anni bellissimi alla Lampre e il suo ricordo è sempre vivo in tutti noi. Ho conosciuto il fratello e insieme speriamo di riuscire a fare qualcosa per la fondazione che porta il nome di Michele, nata per sensibilizzare sulla sicurezza stradale».
Gaetano Lombardino
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