Il superderby è del Teramo, ma Ortona esce a testa alta

Al PalaScapriano va in scena un confronto vivace, ospiti avanti prima di subire la rimonta Infortunio di Staffieri, ma i biancorossi non mollano. Nolli suona la carica e firma il sorpasso
TERAMO. Teramo la spunta. Dopo una partita di grande sofferenza. Ortona la perde quando, al contrario, sembrava averla in mano. È il film del derby disputato al PalaScapriano e che consegna due punti in classifica alla squadra di coach Piero Bianchi.
Seconda vittoria di fila per i teramani, che si confermano nel gruppone al terzo posto alla vigilia di un derby molto sentito, quello in programma sabato sera al PalaBorgognoni di Campli.
Per la We’re, al contrario, ultimo posto e decima sconfitta di fila ma, rispetto al match di domenica scorsa proprio a Campli, la squadra è sembrata trasformata anche se il fardello sulle spalle di un successo che manca da troppo tempo si è visto tutto nel momento di difficoltà. Arrendevole sette giorni prima, tosta e gagliarda sul campo. Ma per vincere non è bastato.
La svolta del match, paradossalmente, si è avuta a metà terzo periodo, a 4 minuti e 43 dall’ultimo mini-intervallo, quando Staffieri, dopo un errore da matita rossa nell’appoggio a canestro, nel tentativo di recuperare il pallone, è caduto e si è fatto male al ginocchio chiudendo anticipatamente il suo personale derby. I più, tra quelli di fede biancorossa, hanno pensato al peggio, visto l’andamento dell’incontro. Anche perché Ortona, in quel momento, era avanti 35-47 con assoluto merito, visto che, oltre alla grande intensità, approfittava al meglio di una Teramo incapace di reagire e trovare continuità. Poi, però, è cambiato tutto.
La squadra di coach Salomone, non ha segnato per i successivi sette minuti lasciando campo aperto ai biancorossi che, al contrario, hanno trovato uno spirito incredibile nonostante l’ulteriore difficoltà (era già fuori Milojevic). Sfida rivoltata come un calzino nel giro di pochissimi minuti. E in maniera quasi inaspettata, visti i fatti accaduti sul parquet.
«Nel primo tempo eravamo molto molli», sottolinea il teramano doc Lorenzo Nolli. «Ortona, al contrario, aveva tanta intensità e percentuali altissime. Dopo l’infortunio di Staffieri ci siamo uniti, abbiamo iniziato a difendere e trovato fiducia in attacco. E poi tutto è diventato più semplice».
L’ex teramano, ora capitano della We’re, Alex Martelli, commenta così. «L’infortunio al loro giocatore ci ha fatto calare, inconsapevolmente, la concentrazione e non doveva essere così. Peccato davvero, perché stavamo giocando bene. È stata una settimana difficile ma abbiamo mostrato, quantomeno, una grande reazione». Nel primo tempo, come ricordato, solo Ortona in campo anche con ampio margine e le triple di Crusca: 18-29, 21-32 il punto più alto. E la musica non era cambiata neanche nel terzo quarto, visto che gli ospiti erano sul 35-47, come già ricordato, al momento dell’infortunio di Staffieri. La paura al PalaScapriano serpeggiava e saliva sempre di più tra i tifosi di casa. Poi sono saliti in cattedra Salamina, l’ex Musso e capitan Lagioia oltre, ovviamente, a Nolli, implacabile nel sorpasso sul 48-47. L’uscita per falli, anticipata, di Agostinone, ha fatto il resto. Con il passare dei minuti, infatti, Teramo ha aumentato il proprio vantaggio: 59-52 al 33’, 66-56 al 36’ fino al 76-65 finale. Ortona, infatti, ha perso brillantezza e sicurezza nei propri mezzi. Ma in casa teramana, comunque, si fa festa a metà. Perché le condizioni di Staffieri (ghiaccio sul ginocchio a fine gara) preoccupano e non poco considerando che a Campli sabato sera mancherà di certo anche Milojevic.
Matteo Falzon
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