Il tecnico: cacciato perché ho detto a tutti la verità
Ieri mattina l’avvocato Berardo D’Antonio ha chiamato Michele Gelsi per comunicargli l’esonero. «Mi è stato detto che le motivazioni non sono tecniche, ma riguardano le mie dichiarazioni rilasciate...
Ieri mattina l’avvocato Berardo D’Antonio ha chiamato Michele Gelsi per comunicargli l’esonero. «Mi è stato detto che le motivazioni non sono tecniche, ma riguardano le mie dichiarazioni rilasciate dopo la partita con l’Avezzano che non sono piaciute a D’Antonio, spiega Gelsi. «Ma io ho solo detto la verità, ossia che i ragazzi sono allo sbando e che in società manca un punto di riferimento. La verità, però, fa male. Da quando è andato via Serraiocco, i ragazzi non hanno preso più rimborsi economici e non avevamo nemmeno la luce e l’acqua per fare allenamento. Sfido chiunque a lavorare in queste condizioni ma, nonostante tutto, abbiamo sempre dato il massimo e onorato la maglia». Gelsi attacca D’Antonio: «Si è preso delle responsabilità che non ha perché non ha nessuna quota societaria. In realtà, potrei prendere ordini solo da Feliziani che è il possessore di tutte le quote del Città di Giulianova. Accetto l’esonero con la massima serenità, ma il discorso è ampio e va oltre il calcio. Ringrazio Serraiocco per la fiducia che mi ha dato e non capisco perché gli sia stato impedito di acquistare le quote». Gelsi risponde anche alle critiche sull’impiego del figlio Alessandro, centrocampista classe 1997. «Nessun favoritismo: mio figlio ha giocato solo quando lo meritava ed è stato trattato come gli altri. Se avessi pensato ai miei interessi, avrebbe giocato sempre e invece è sceso in campo solo per alcuni spezzoni di partita. Ogni scusa è stata buona per attaccarmi». (g.g.)

