Il Teramo al contrattacco

8 Luglio 2015

Tesi difensiva: Campitelli ignaro e tutt’al più c’è (solo) un tentativo di combine

E adesso il Teramo passa al contrattacco. Lo farà sul piano mediatico, prima di tutto, in attesa di rendere la propria versione dei fatti davanti al procuratore federale, Stefano Palazzi. Nei prossimi giorni, probabilmente venerdì, compatibilmente con gli impegni dell’avvocato Edoardo Chiacchio (alle prese anche con il caso Catania), ci sarà una conferenza stampa. Che vedrà protagonista il presidente Luciano Campitelli e, per l’appunto, il legale napoletano esperto di giustizia sportiva. L’intenzione è quella di rovesciare il tavolo delle accuse mosse dalla Procura di Catanzaro e fatte proprie dal procuratore Stefano Palazzi. Anche i legali del Teramo, infatti, sono in possesso degli atti della magistratura ordinaria che il Centro ha pubblicato nei giorni scorsi. Li stanno analizzando per individuare le lacune presenti nella ricostruzione dei fatti effettuata dalla squadra mobile di Catanzaro.

Il primo obiettivo è quello di tenere fuori dalla partita Luciano Campitelli, il presidente, in modo tale da schivare l’eventuale deferimento per responsabilità diretta che aprirebbe lo scenario peggiore per il Teramo. E per evitare il coinvolgimento diretto dell’imprenditore di Canzano – indagato al pari delle altre sei persone coinvolti nell’inchiesta per Savona-Teramo del 2 maggio scorso – si punta al fatto che nelle intercettazioni le sue (poche) parole registrate risultano insignificanti. Per quanto riguarda poi gli incontri con il ds dei liguri Barghigiani, secondo lo staff dei legali, non bastano a pensare a un suo coinvolgimento nella presunta combine. Nel corso dell’audizione di fronte a Palazzi, Campitelli (oggi atteso a Milano per il consiglio di Lega della B) darà una sua versione dei fatti sugli incontri con il ds del Savona. Dovrà essere il più convincente possibile.

Detto che l’imperativo è preservare la figura di Campitelli, il resto delle altre intercettazioni? L’interpretazione della difesa del Teramo è che tutt’al più si possa parlare di un maldestro tentativo di combine. E che comunque le frasi registrate sono allusive, ma non dirette. Tanto per fare un esempio: non sarebbero chiare come quelle che vedono il Catania al centro dell’inchiesta “I treni del gol”. Tentativo di combine – e non di più – anche perché nell’inchiesta non ci sono i nomi dei giocatori che avrebbero consumato l’illecito. E non si hanno tracce dei soldi.

Così facendo, la posizione del Teramo si alleggerirebbe al punto tale da salvare la serie B. L’avvocato Chiacchio, nei giorni scorsi, non ha nascosto la delicatezza della situazione, ma non la ritiene assolutamente compromessa. Tutto ciò in totale contrapposizione con quanto scrivono gli inquirenti di Catanzaro nell’informativa che ha fatto scattare gli avvisi di garanzia all’inizio di giugno per il caso Savona-Teramo decisiva per la promozione in B dei biancorossi.

Appunto, la tesi difensiva contro quella dell’accusa. Valuteranno e decideranno i giudici.

Parla Barghigiani. Marco Barghigiani, 52 anni livornese, ex ds del Savona, ha rilasciato un’intervista al Resto del Carlino, sul caso Savona-Teramo. Ha confermato gli incontri con Campitelli e Di Giuseppe che gli vengono attribuiti dalla procura di Catanzaro. Prima e dopo la partita ad Albissola. «Io ho salutato loro (riferendosi a Campitelli e Di Giuseppe, ndr), per sapere se avevano degli interessi o volevano far prendere la società (il Savona, ndr) a qualcuno che conoscono». Barghigiani esclude che si sia parlato di combine. E sostiene di essere in contatto con Ercole Di Nicola perché l’ex responsabile dell’area tecnica dell’Aquila poteva portargli qualche imprenditore intenzionato a rilevare il Savona. Poi, però, nel corso dell’intervista aggiunge che «io con Di Nicola ci ho parlato tre volte in tutta la mia vita». Salvo poi ammettere che era nel Teramano il giorno in cui – dopo la promozione in B – Di Nicola viene segnalato fuori dall’ufficio di Campitelli in attesa di entrare dal presidente impegnato in un’intervista con un giornalista.

E Di Nicola? L'avvocato Libera D'Amelio, difensore di Ercole Di Nicola, l'ex responsabile dell'area tecnica dell'Aquila calcio ai domiciliari nell'ambito della prima tranche dell'inchiesta sul calcioscommesse della Dda di Catanzaro, ha presentato istanza di scarcerazione per il suo assistito al Tribunale di Teramo. È uno dei cinque dichiarati competenti in materia. Gli altri sono Rimini, che è stato delegato da Macerata, L'Aquila, Catanzaro e Velletri. «Adesso», ha detto il legale di Di Nicola, «sto valutando di chiedere che venga fissato un interrogatorio anche all'Aquila, per quanto di competenza del Tribunale».

Dopo che il gip di Roma si era dichiarato incompetente, rinviando gli atti a vari Tribunali, il primo ad esprimersi era stato proprio quello teramano dove la scorsa settimana Di Nicola era stato interrogato dal gip Domenico Canosa.

@roccocoletti1

©RIPRODUZIONE RISERVATA