Il Teramo cambia pelle e vince

Partita bloccata per 50 minuti, con Petrella esterno la resistenza del Tuttocuoio crolla
TERAMO. Per la prima volta dall’inizio della stagione il Teramo è nella parte sinistra della classifica. La vittoria sul modesto Tuttocuoio, accompagnata da una prestazione convincente solo a metà e segnata dal primo gol di Forte, produce dunque un fatto di rilievo. Se sarà un passo verso un riaggancio alla zona play off, o semplicemente un altro passo verso la (scontata) salvezza, lo diranno gli ultimi tre mesi di campionato e la giustizia sportiva con il famoso “sconto” sul -6. Intanto il Teramo allunga la sua striscia di risultati utili (tre successi e tre pareggi nell’anno nuovo) e conferma di essere da primato in casa (sette vittorie e cinque pareggi).
Quanto alla faticosa ricerca d’identità che caratterizza questa squadra fin dall’inizio, la partita di ieri per un tempo ha detto che siamo ancora lontani dalla meta, nell’altro ha sancito qualcosa che appariva lampante ai più da tempo, e cioè che con Petrella esterno la fase offensiva biancorossa cambia da così a così e diventa convincente. Già contro Ancona e Santarcangelo il ritorno sull’amata fascia destra del buon Mirco, che continua a godere di una condizione strepitosa, aveva cambiato l’andamento delle partite e portato punti. Ieri Vivarini ha effettuato la mossa dopo appena cinque minuti della ripresa, sacrificando uno dei tre mediani e inserendo Le Noci come seconda punta. Il Teramo si è allargato ed aperto, allargando e aprendo di conseguenza anche la difesa avversaria, invece di andarsi a chiudere in un imbuto centrale come nel primo tempo. Il 2-0 è venuto fuori di conseguenza anche se qualcosa i biancorossi hanno concesso, rischiando di subire l’1-1. Ma il punto è: se hai una squadra più forte di quasi tutte le altre, perché non osare? Perché è vietato schierare Petrella all’ala fin dall’inizio?
Chissà. Intanto raccontiamo la sfida con il Tuttocuoio, caratterizzata nel primo tempo da una curiosa asimmetria di entrambe le squadre. Il 3-5-2 del Teramo era di fatto un 4-4-2 perché Scipioni stava molto più basso di Di Paolantonio, ma rispetto a un 4-4-2 “normale” c’erano uno stopper di troppo (Perrotta bloccato a sinistra) e un mediano centrale di troppo (Cruciani, che giocava in mezzo e non a destra). Quanto al Tuttocuoio, teneva la terza punta Shekiladze larghissima e molto bassa in fase di non possesso, facendo un 4-4-2 spurio in cui dalla parte opposta c’era Calvano e non un esterno di ruolo. Il primo tempo è stato un film già visto troppe volte al Bonolis: Teramo a girar palla e a cercare l’imbucata centrale per due punte inadatte a tale gioco, il solo Di Paolantonio a dare larghezza e a mettere qualche cross. Risultato inevitabile, solo qualche tiro dalla distanza e zero occasioni tranne uno spunto personale di Di Paolantonio concluso largo al 41’.
Nella ripresa i biancorossi hanno subito dato un’accelerata mentre il Tuttocuoio niente affatto rinunciatario del primo tempo si piantava all’indietro. Forte, già andato al tiro dal limite al 5’ (parata non difficile), si è visto recapitare la prima palla-gol da Petrella appena quest’ultimo è passato esterno (girata respinta da un difensore al 7’), poi ha rotto il digiuno sull’ennesimo angolo – guarda caso guadagnato da Petrella. Il tiro di Speranza in mischia, ribattuto da Marchetti, è piovuto sulla testa del centravanti di scuola Inter, che ha ribadito in rete. Era il 14’. Il Tuttocuoio ha sfiorato il pari al 26’ quando Shekiladze ha fumato un paio di biancorossi e messo sui piedi di Masia una palla solo da buttare dentro, che invece è volata in curva Ferrovia. Il Teramo ha gestito il vantaggio senza farsi schiacciare, anche se con qualche incertezza difensiva di troppo, e nel finale ha trovato il 2-0. Il baby Paolucci, entrato al posto di uno stremato Petrella, è andato sul fondo e rimesso una palla bassa respinta dalla difesa sui piedi dell’onnipresente Amadio: tiro deviato da Bachini e gol della sicurezza.
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