Il Teramo ci prova ma non trova il gol

24 Settembre 2018

Attacca a lungo la Samb e crea più occasioni, anche se in entrambi i tempi accusa un calo. Gran pubblico al Bonolis

TERAMO. La cornice è stata da altri tempi, con oltre tremila spettatori paganti e il tifo incessante di entrambe le curve. La partita è stata da tempi moderni, ovvero una gran battaglia tattica nella quale gli attacchi sono stati ridotti quasi all’impotenza dalle difese. Il Teramo ha mostrato il volto coraggioso che predica il suo tecnico nel primo scorcio di entrambi i tempi, quando ha aggredito la Samb e l’ha costretta a chiudersi. Poi, con il passare dei minuti, in entrambe le frazioni i biancorossi si sono un po’ spenti lasciando campo a una squadra, quella rossoblù, apparsa impostata soprattutto per congelare lo 0-0 di partenza. Nel finale, tuttavia, la palla che poteva decidere il quasi derby l’ha avuta il Teramo. Che, considerate anche le tre occasioni da rete a una del primo tempo, e al netto di qualche brivido difensivo vissuto nella ripresa, ai punti avrebbe meritato di vincere. Il nodo cruciale è che il Diavolo rischia di vivere gli stessi problemi delle ultime due annate, ovvero di non avere la forza d’urto adeguata al gioco prodotto. E, se giochi e non segni, alla lunga ti sfilacci, ti scopri e le prendi. Non è accaduto ieri, però, e se si esclude l’incredibile regalo di Vitale non era accaduto neanche a Bolzano. Il Teramo, insomma, al momento sembra abbastanza solido e compatto. Sperando che lì davanti si trovino movimenti e ispirazione giusta per far gol, è questa la base da cui partire.
L’avvio di partita del Teramo è da applausi: aggressione a tutto campo, attacchi a pieno organico e notevole pericolosità. Sul primo angolo, calciato da Proietti, Caidi svetta sul secondo palo e Bove ricaccia la palla di testa dalla propria porta (3’). Un minuto dopo un lancio di Ranieri trova il taglio di Di Renzo, che spara quasi a colpo sicuro ma trova il piedone di Zaffagnini a deviare in angolo. Annotato uno spunto felice di Spighi concluso fuori (15’), la terza occasione biancorossa capita a Piccioni che però cicca il cross di Bacio Terracino (17’). E la Samb? Eccola riemergere al 20’ con una ripartenza da area ad area: Stanco serve a Russotto una palla d’oro, il fantasista prova a piazzarla ma non prende la porta. Forse spaventato, più probabilmente a corto di fiato per l’avvio arrembante e il caldo ancora estivo (in avvio c’erano 28 gradi), il Teramo rallenta e comincia ad allungarsi, sparacchiando lanci inutili verso le punte. La Samb, così, prende l’iniziativa ma senza creare pericoli. Al 29’ il Diavolo perde Proietti per un guaio muscolare, De Grazia lo rimpiazza senza farlo rimpiangere.
Nella ripresa, anche se al 5’ Lewandowski deve deviare un tiro quasi dal fondo di Russotto, il Teramo comanda a lungo le operazioni. Zichella è un po’ avaro nell’utilizzo della panchina, dando mezzo tempo a Barbuti al posto di Piccioni e non facendo altre mosse. Magi, che dopo l’intervallo aveva inserito l’ex Ilari, rimpiazza entrambe le punte. I nuovi Di Massimo e Calderini danno qualche patema al Teramo, ma il primo spreca un “uno contro uno” con Caidi e poi si fa ammonire per simulazione, mentre il secondo al 36’ mette paura al Bonolis con un tiro alto dal limite. Il Teramo, pur allungandosi troppo come nel primo tempo, continua a provarci fino alla fine e al 42’ un inserimento dell’ottimo Mastrilli regala a Di Renzo una gran palla a pochi passi dalla porta, ma il numero 9 perde l’attimo per il tiro e la dà troppo tardi a Barbuti, murato dai difensori. Peccato: il Diavolo aveva bisogno come l’ossigeno di una vittoria.
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