Il Teramo ci prova: pari e tanti applausi

Nonostante le assenze il Diavolo sfiora la vittoria che poteva regalargli il sogno play off: l’11° posto è della Ternana
TERAMO. In tribuna, nell’intervallo, il presidente Campitelli ci credeva. «Vinciamo», diceva. E pregustava quei playoff che sono stati a lungo un sogno proibito. Alla fine lo sono rimasti. Ma il Teramo, a ben vedere, li ha mancati di poco. Per limitarsi a ieri: quel poco che ha impedito a tre nitide occasioni da rete – capitate non a uno qualunque ma proprio al bomber biancorosso, Saveriano Infantino, ieri purtroppo privo del proverbiale cinismo sottoporta – di diventare la rete della vittoria. Il Teramo sarebbe salito a quota 45, ora sarebbe undicesimo e starebbe ad aspettare l’esito della finale di Coppa tra Viterbese e Monza. Tutto questo, invece, tocca alla Ternana. Squadra di grandi nomi e clamorosa delusione del torneo, deludente anche ieri al Bonolis di fronte a un Teramo incerottato, costretto a modificare il proprio assetto e per di più penalizzato strada facendo dall’infortunio al capitano Caidi.
Qualcosa può non essere piaciuto nelle ultime scelte di Maurizi (il promettente baby Celentano tenuto fuori, l’improbabile invenzione di Cappa trequartista), e non si può certo dire che il Diavolo ieri abbia fatto una partita brillante. Però ha tenuto botta; e a vincere, prendendosi anche dei rischi, ci ha provato fino alla fine. Per come era conciata ieri, la squadra non poteva fare molto di più. Meritati, dunque, gli applausi finali ricevuti dai fedelissimi del Bonolis. Non erano solo applausi alla salvezza, data per scontata già due settimane fa, ma alla generosità dell’ultima prestazione.
Il primo tempo è stato di rara bruttezza, complice un vento teso che complicava il controllo del pallone e falsava la misura dei lanci. Ma, in realtà, erano più determinanti la frenesia nelle giocate e l’attitudine di entrambe le squadre a rompere più che a proporre. L’unica occasione è stata del Teramo al 31’: filtrante di Proietti per il solito smarcamento del maratoneta Sparacello, cross basso dal fondo e impatto di punta di Infantino, purtroppo non forte e centrale e quindi sventato da Iannarilli. Al 40’ si è acceso un parapiglia tra i giocatori proprio davanti alla panchina del Teramo a causa di uno schiaffetto di reazione di Pobega a Ventola. L’arbitro ha chiuso il conto con tre ammonizioni.
La Ternana, quasi nulla in fase offensiva fino all’intervallo, al rientro ha provato a spingere e al 3’ ha creato la sua unica opportunità: Marilungo dal fondo per l’inserimento di Paghera, girata sul palo esterno da due passi. Nell’occasione per ostacolare Paghera si è immolato Caidi, che ha preso una botta e poco dopo è stato costretto a uscire. Al suo posto Piacentini, per una difesa che più inedita di così non si poteva. Un rasoterra di Pobega sventato da Pacini al 7’ è stato l’ultima conclusione ternana. In un quarto finale di gara nel quale le squadre si sono allungate, concedendo spazi e ripartenze prima impossibili, è stato il Teramo a pungere di più. Al 20’ un gran cross di De Grazia non è stato buttato dentro da Infantino, arrivato male sul pallone; e al 24’ un colpo di testa di Fiordaliso su angolo ha costretto Iannarilli alla ribattuta. Nel finale, con il Teramo stanco e sfilacciato, la Ternana non ha sfruttato diverse ripartenze e innumerevoli “uno contro uno”. Sarebbe stata una giusta punizione, per gli umbri, se al 94’ Infantino, partito in slalom dalla trequarti e arrivato in area, avesse centrato la porta. Invece no. Palla fuori, stagione finita. Ma va bene, anzi benissimo, anche così.
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